Il ricordo dell’Ingegner Pasquale Talamo: garbo, amicizia e l’amore per la sua Positano
Positano. Ci sono persone che non hanno bisogno di alzare la voce per farsi notare. La loro presenza si impone con la forza discreta della gentilezza, della cultura e di un’educazione d’altri tempi. L’ingegner Pasquale Talamo era esattamente questo: un uomo mite, garbato, profondo, capace di lasciare un segno incancellabile nel cuore di chiunque abbia avuto il privilegio di condividere con lui anche solo un pezzo di strada.
Per Positano, il Bar Internazionale alla Chiesa Nuova non è mai stato un semplice locale, ma uno snodo di anime, storie e ritrovi quotidiani. Ed è proprio lì che la figura dell’ingegner Talamo trovava una delle sue espressioni più autentiche e calorose.
Pasquale amava trascorrere il tempo in compagnia degli amici di sempre. In quelle conversazioni mai banali, portava la sua acuta intelligenza di uomo di studi, sempre stemperata da un’umiltà e da una dolcezza rare. Sapeva ascoltare con attenzione autentica e offrire riflessioni misurate, trasformando ogni incontro al tavolo in un momento di sincera convivialità e calore umano.
Sebbene la vita e gli impegni lo abbiano portato a trascorrere periodi importanti a Napoli — città in cui ha poi esalato il suo ultimo respiro — la sua anima e le sue radici sono sempre rimaste saldamente ancorate alla roccia e al mare della sua terra natia. Nessuna distanza ha mai potuto attenuare l’amore viscerale che lo legava a Positano, un luogo che per lui non era solo casa, ma uno stato dello spirito.
L’ultimo riposo di fronte al mare
Oggi l’ingegner Pasquale Talamo riposa nel cimitero di Positano, arroccato tra la scogliera e il cielo, riunito per sempre a tutti i suoi cari.
«La grandezza di un uomo si misura dalla traccia di bontà e gentilezza che lascia nel cuore di chi resta.»
Il ricordo del suo sorriso mite, della sua naturale eleganza e di quelle chiacchiere garbate al Bar Internazionale continua a vivere nella memoria della comunità, come una brezza leggera che continua ad accarezzare la sua amata Positano.
(Concetta Fusco)






