Sorrento saluta lo storico negozio di giocattoli “Purtusillo”: il sindaco Fattorusso consegna una targa alla famiglia Esposito
Sorrento. Una targa per dire grazie a una famiglia che, per decenni, ha accompagnato l’infanzia di generazioni di sorrentini e di tanti piccoli turisti. Questa mattina il sindaco Corrado Fattorusso ha ricevuto al Palazzo Municipale Rosaria, Mimma e Nino Esposito, titolari dello storico negozio di giocattoli “Antonietta Cacace”, conosciuto da tutti come “Purtusillo”, in via Tasso, recentemente chiuso dopo una lunghissima attività.
All’incontro hanno partecipato anche l’assessore al Turismo Paola Di Leva e l’assessore alle Attività Produttive Vincenzo Ercolano. A nome dell’intera comunità il primo cittadino ha consegnato ai fratelli Esposito una targa come segno di riconoscenza per la storia e il servizio offerto alla città.
Quella di “Purtisillo” non è stata semplicemente la storia di un’attività commerciale. Per intere generazioni il negozio di via Tasso è stato un luogo della memoria, capace di custodire desideri, emozioni e piccoli sogni. Le sue vetrine cambiavano volto con il passare delle stagioni: d’estate comparivano salvagenti, palette, secchielli e giochi da spiaggia, mentre durante il periodo natalizio erano i giocattoli più desiderati a conquistare gli sguardi dei bambini.
Le radici dell’attività affondano nei primi decenni del Novecento e sono legate soprattutto alla figura di Antonietta Cacace, nata il 17 aprile 1911. Con passione, sacrificio e dedizione, Antonietta diede vita a un’attività destinata a diventare un punto di riferimento per la comunità sorrentina. Un impegno riconosciuto anche dalle istituzioni: nel maggio del 1983 il Comune di Sorrento le conferì il Diploma di Benemerenza al Merito del Lavoro.
Dopo la sua scomparsa furono i figli Nino, Mimma, Rosaria e Michele Esposito a raccoglierne l’eredità, portando avanti l’attività nel solco tracciato dalla madre. Cortesia, disponibilità e soprattutto il rapporto personale con la clientela sono rimasti nel tempo i tratti distintivi della bottega.
Entrare da “Purtisillo” significava, per molti, ritrovare un pezzo della propria infanzia. Il rapporto con i clienti andava oltre la semplice vendita: generazioni di famiglie si sono affidate a quella bottega per scegliere il primo pallone, una bambola, un trenino o il regalo tanto atteso per Natale.
La chiusura del negozio ha segnato la fine di una pagina importante della Sorrento più autentica. Le botteghe storiche, infatti, non rappresentano soltanto realtà economiche, ma costituiscono veri e propri luoghi della memoria collettiva. Attraverso le loro insegne, le vetrine e le persone che le hanno animate, raccontano l’evoluzione di una città e i cambiamenti delle sue abitudini.
E proprio nel momento della chiusura, la famiglia Esposito ha voluto lasciare un ultimo, significativo messaggio. Tutte le giacenze di magazzino sono state donate al Santuario della Madonna di Pompei e, in particolare, all’associazione La Salle ODV ETS, affinché i giocattoli potessero essere destinati ai bambini più bisognosi. Un gesto di grande generosità che dà un significato ancora più profondo alla conclusione di questa lunga storia. I giocattoli che per tanti anni hanno riempito le vetrine di via Tasso continueranno infatti a regalare sorrisi, questa volta a bambini che ne hanno particolarmente bisogno.
Con la chiusura di “Purtisillo” Sorrento ha perso un’altra delle sue botteghe storiche ma non la memoria di ciò che ha rappresentato. Restano i ricordi di migliaia di sorrentini e di tanti visitatori, insieme alle storie di chi, entrando in quel negozio, non acquistava soltanto un giocattolo. Portava a casa un piccolo frammento di felicità.
Iscriviti al gruppo Facebook di Posideo per non perdere nessun contenuto





