Sorrento, il nuovo PAD ed il futuro delle spiagge pubbliche. Rosario Lotito: «Il mare appartiene a tutti»
Si è svolto questa mattina, nella sala consiliare del Comune di Sorrento, l’incontro pubblico dedicato alla presentazione del nuovo PAD, il documento che definisce gli indirizzi per la gestione e l’organizzazione del demanio marittimo cittadino.
L’incontro ha rappresentato un momento di confronto tra amministrazione, operatori del settore e realtà del territorio, riportando al centro dell’attenzione il tema dell’utilizzo degli arenili e dell’equilibrio tra attività economiche, fruizione pubblica e tutela del demanio.
Sul nuovo strumento interviene anche Rosario Lotito, Referente Territoriale di Europa Verde Penisola Sorrentina, che in un lungo post pubblicato sui social esprime una valutazione positiva su alcuni degli indirizzi contenuti nel PAD, pur sottolineando la necessità di seguire con attenzione i successivi passaggi amministrativi.
Lotito concentra in particolare la propria attenzione sulle procedure che saranno avviate nel 2027 e sul modo in cui verranno concretamente attuate le indicazioni contenute nel documento: «Questa mattina, nella sala consiliare del Comune di Sorrento, si è tenuto l’incontro pubblico per la presentazione del nuovo PAD.
Voglio essere chiaro: non siamo qui per applaudire a prescindere, così come non siamo qui per contestare a prescindere.
Valutiamo gli atti nel merito.
E questo PAD, sotto questo aspetto, contiene un indirizzo che riteniamo positivo.
Ma non è ancora il momento di abbassare la guardia.
La vera partita si giocherà nel 2027, quando arriveranno i bandi. Sarà allora che dovremo verificare come verranno assegnate le spiagge, quali saranno i criteri, quali condizioni verranno imposte e, soprattutto, se ciò che oggi è scritto nel PAD verrà realmente rispettato.
Perché tra scrivere un principio in un documento e trasformarlo in una concreta possibilità per i cittadini c’è una differenza enorme.
Durante l’incontro ci sono stati diversi interventi, anche da parte degli imprenditori del mare.
E voglio ribadirlo: noi non siamo contro chi fa impresa sul mare.
Siamo contro l’idea che fare impresa sul demanio possa trasformarsi nel diritto di considerare quello spazio come una proprietà privata o in un diritto perpetuo alla sua conservazione.
Ed è proprio per questo che mi ha colpito un intervento nel quale è stato espresso il timore che, con la realizzazione di spiagge libere attrezzate a Marina Piccola e negli altri arenili di Sorrento, la città possa essere “invasa” da persone provenienti dai comuni limitrofi, con il rischio di degrado e danneggiamento delle spiagge.
Su questo non sono affatto d’accordo.
Il problema non è da dove proviene una persona.
Il problema è se quella persona rispetta le regole.
E la provenienza geografica non può diventare un argomento per difendere lo status quo.
Se domani un imprenditore di Sorrento, di Napoli o di qualsiasi altra parte d’Italia e del mondo presenterà una proposta valida, nel rispetto della legge, della trasparenza e dell’interesse pubblico, deve poter partecipare alla procedura alle stesse condizioni degli altri.
Non deve contare da dove viene l’imprenditore.
Deve contare cosa propone, come intende gestire il servizio, quanto rispetta le regole e quale beneficio produce per la collettività.
Questa è la concorrenza.
E la concorrenza, quando è trasparente e correttamente regolata, non è un nemico.
Allo stesso modo, una spiaggia libera o libera attrezzata non significa una spiaggia senza regole.
Può significare accesso pubblico al mare, servizi, sicurezza, controllo e decoro, se i bandi saranno costruiti adeguatamente e se le condizioni previste verranno realmente fatte rispettare.
Ed è proprio qui che torniamo al punto fondamentale: la concessione non è un atto di proprietà.
Chi oggi possiede una concessione ha certamente un titolo amministrativo legittimo e, nei limiti previsti dalla legge, diritti e interessi che devono essere rispettati.
Ma una cosa è tutelare i diritti di chi svolge legittimamente un’attività economica.
Un’altra cosa è pensare che una concessione possa trasformarsi in un diritto eterno a conservare quello stesso spazio demaniale.
Questo non possiamo accettarlo.
Il demanio marittimo è un bene pubblico.
E il fatto di poterlo utilizzare per svolgere un’attività economica non significa diventarne proprietari.
Per questo salutiamo positivamente l’indirizzo espresso dal Comune di Sorrento nel PAD verso una maggiore presenza di spiagge libere.
Ma lo diciamo con altrettanta chiarezza:
noi vigileremo.
Vigileremo sui bandi del 2027.
Vigileremo sui criteri di assegnazione.
Vigileremo sulle condizioni economiche e sui servizi previsti.
Vigileremo affinché gli indirizzi contenuti nel PAD non vengano modificati, aggirati o svuotati nei fatti.
Perché non basta scrivere “mare per tutti”. Bisogna creare le condizioni perché quel diritto possa essere realmente esercitato.
E noi saremo lì.
Non contro gli imprenditori.
Non contro chi lavora.
Non contro il turismo.
Contro i privilegi considerati eterni.
Contro l’idea che una concessione possa essere confusa con una proprietà.
Perché una cosa deve essere chiara:
il mare non appartiene a chi ha una concessione.
Il mare appartiene a tutti.
E il nostro compito sarà vigilare affinché questa frase non rimanga soltanto uno slogan scritto su un documento, ma diventi finalmente una realtà concreta per i cittadini».
Il confronto sul PAD apre una fase destinata ad avere effetti importanti sull’organizzazione del litorale sorrentino. Il tema non riguarda soltanto la distribuzione degli spazi ma anche il modello di gestione che la città intende adottare nei prossimi anni.
La presentazione del documento rappresenta quindi un primo passaggio. Saranno le successive decisioni amministrative e, soprattutto, le procedure di affidamento a definire concretamente gli equilibri tra operatori, cittadini e amministrazione.
Il dibattito resta aperto e, considerata la rilevanza economica e sociale del demanio per Sorrento, è prevedibile che nei prossimi mesi il confronto sul futuro degli arenili torni al centro della discussione pubblica.
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