Sistema Sorrento, arriva la prima condanna: 4 anni e 2 mesi per l’ex collaboratore del sindaco
Arriva il primo verdetto giudiziario nell’inchiesta sul cosiddetto “Sistema Sorrento”, a poco più di un anno dagli arresti in flagranza che avevano scosso l’amministrazione locale. Il Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Torre Annunziata, Luisa Crasta, ha condannato con rito abbreviato a 4 anni e 2 mesi di reclusione per induzione indebita Francesco Di Maio, componente dello staff dell’ex primo cittadino Massimo Coppola, già coinvolto nell’inchiesta.
La decisione arriva al termine del giudizio abbreviato e riconosce le attenuanti generiche, con la riduzione di pena prevista dal rito alternativo. Secondo quanto comunicato dalla Procura guidata da Nunzio Fragliasso, l’imputato ha ammesso le contestazioni mosse nei suoi confronti.
L’indagine ruota attorno a presunti episodi di corruzione legati alla gestione di alcuni appalti pubblici nel Comune di Sorrento, in particolare quelli relativi ai servizi di refezione scolastica e agli asili nido.
Il 21 maggio dello scorso anno Massimo Coppola e Francesco Di Maio erano stati arrestati in flagranza di reato dopo aver ricevuto 6.000 euro in contanti da un imprenditore attivo in Penisola Sorrentina, Michele De Angelis, titolare della Prisma Coop Sociale. La somma sarebbe stata collegata all’affidamento del servizio di mensa scolastica per il periodo 2023-2026, un appalto dal valore complessivo superiore ai 4,5 milioni di euro.
Secondo gli accertamenti degli investigatori, la consegna del denaro rappresentava solo l’ultima tranche di una serie di pagamenti: fino al maggio 2025, infatti, l’imprenditore avrebbe versato complessivamente 66mila euro, direttamente all’allora sindaco o tramite il suo collaboratore.
Un ulteriore filone dell’inchiesta riguarda invece il servizio di gestione e miglioramento dell’asilo nido comunale per il triennio 2022-2025. In questo caso, le somme contestate ammonterebbero a circa 50mila euro, corrisposte in più soluzioni sempre in contanti.
L’attività investigativa è stata condotta dai militari della Guardia di Finanza della compagnia di Massa Lubrense e del Gruppo di Torre Annunziata, sotto il coordinamento del pubblico ministero Giuliano Schioppi Giuliano Schioppi.
Nel procedimento il GUP ha accolto la richiesta della Procura, che aveva chiesto una condanna a 4 anni di reclusione. La sentenza segna il primo esito giudiziario di un’inchiesta ancora in corso, che ha acceso i riflettori sulla gestione degli appalti pubblici in ambito comunale e sui rapporti tra amministrazione e imprenditoria locale.
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