La Madonna del Lauro di Meta, una storia lunga secoli: dal ritrovamento alla riscoperta dell’antica statua – FOTOGALLERY
C’è una storia che attraversa i secoli e che ancora oggi lega profondamente la comunità di Meta alla Madonna del Lauro. Una storia fatta di devozione popolare, tradizioni, trasformazioni artistiche e di una sorprendente riscoperta avvenuta nel Novecento.
Un momento fondamentale risale al 2 giugno 1748 quando la Madonna del Lauro fu solennemente incoronata. Si trattò di un riconoscimento di particolare importanza: l’incoronazione era infatti riservata a immagini mariane alle quali la tradizione attribuiva carattere prodigioso e miracoloso. La Madonna del Lauro entrò così tra le immagini mariane incoronate della Penisola sorrentina, assumendo un ruolo ancora più significativo nella vita religiosa della comunità.
Ma la statua che oggi possiamo ammirare non è sempre apparsa ai fedeli nella forma attuale.
Secondo la tradizione l’immagine della Madonna del Lauro sarebbe stata ritrovata sotto un albero di lauro in epoca bizantina, tra il VII e l’VIII secolo. Si tratta di un racconto profondamente radicato nella memoria popolare, mentre gli studi storico-artistici hanno successivamente cercato di individuare la reale origine e datazione della scultura.
L’ipotesi è che l’antica statua lignea fosse originariamente policroma, cioè dipinta e caratterizzata da una decorazione pittorica. Nel corso dei secoli, però, l’immagine avrebbe subito trasformazioni importanti. In particolare, nel Seicento, durante il periodo barocco, la statua venne rivestita con tela e gesso secondo una tecnica diffusa nell’ambiente artistico napoletano. Quella trasformazione modificò profondamente l’aspetto della scultura adeguandolo al gusto ed alla sensibilità religiosa dell’epoca.
Per generazioni, dunque, i fedeli conobbero una Madonna del Lauro diversa da quella che oggi vediamo.
Fu il 1948 a segnare una svolta decisiva.
In occasione dei festeggiamenti per il bicentenario dell’incoronazione del 1748 ci si rese conto che la statua versava in condizioni preoccupanti. Secondo quanto riportato negli annali l’immagine presentava un avanzato stato di deterioramento, con crepe e problemi che interessavano anche il volto.
Il sacerdote dell’epoca, preoccupato per le condizioni dell’antica immagine, ritenne necessario intervenire con urgenza. Dopo aver ottenuto i necessari consensi, fu coinvolta la Soprintendenza ai beni storici e artistici di Napoli, alla quale venne affidato il delicato compito di restaurare la statua.
Il restauro, iniziato il 6 marzo 1948, avrebbe riservato una sorpresa destinata a cambiare per sempre il rapporto della comunità con quell’immagine.
Durante la rimozione degli strati di tela e gesso che ricoprivano la statua, emerse infatti l’antica scultura lignea sottostante. Quello che per secoli era rimasto nascosto tornò alla luce: la struttura originaria della Madonna appariva sorprendentemente integra, priva dei danni che ci si sarebbe potuti aspettare dal lungo trascorrere del tempo.
Fu una vera e propria riscoperta.
Per la popolazione non fu semplice trovarsi davanti a un’immagine completamente diversa da quella che aveva conosciuto per generazioni. La Madonna del Lauro che usciva dal restauro non era più la figura barocca alla quale i fedeli erano abituati ma una scultura che riportava indietro lo sguardo di secoli.
Gli studi storico-artistici successivi hanno cercato di collocare l’opera nel suo contesto. La statua è stata ricondotta all’ambito della scultura lignea tardo-gotica, mentre interpretazioni più recenti ne collocano la realizzazione nell’ultima fase del Medioevo.
Al di là delle diverse ipotesi sulla sua datazione e sulle sue origini resta però un elemento che nessuno studio può cancellare: il rapporto tra la Madonna del Lauro e la comunità.
La sua storia non è soltanto quella di una statua antica. È la storia di un’immagine che ha attraversato generazioni, che è stata vestita secondo il gusto delle diverse epoche, incoronata, restaurata e infine restituita al suo aspetto più antico.
È anche la storia di un popolo che, nel 1948, si ritrovò davanti a qualcosa che apparteneva alla propria memoria ma che non aveva mai realmente visto.
Ed è forse proprio questo il significato più profondo della Madonna del Lauro: un’identità collettiva costruita nel tempo, una presenza che accompagna da secoli i suoi fedeli e che continua a parlare alle nuove generazioni.
Ogni 12 settembre, dunque, non si celebra soltanto una ricorrenza religiosa. Si rinnova il legame con una storia antica, fatta di fede e devozione, ma anche di arte, cultura e memoria.
La Madonna del Lauro resta così, ancora oggi, una madre che attraversa i secoli e accompagna la sua comunità, custodendo nel suo volto non soltanto una tradizione religiosa, ma la memoria stessa di un popolo.









