Piano di Sorrento, via libera all’antenna Iliad sulla Casa comunale: autorizzazione con vincoli
Piano di Sorrento. Via libera alla realizzazione di un nuovo impianto per la telefonia mobile sulla copertura della Casa comunale di piazza Domenico Cota. È quanto stabilito dal Comune di Piano di Sorrento con la determinazione n. 1225 del 10 agosto 2026, con la quale si conclude positivamente la Conferenza dei servizi e viene autorizzato il progetto presentato da Iliad Italia Spa.
L’intervento riguarda una Stazione Radio Base (SRB) per reti di telefonia mobile, denominata convenzionalmente “NA80063_001 PIANO DI SORRENTO CASA COMUNALE”. L’impianto, classificato tecnicamente come installazione “Roof Top”, sarà collocato sulla copertura dell’edificio municipale di piazza Domenico Cota. La richiesta era stata presentata dalla società il 4 maggio 2026.
Il procedimento amministrativo è passato attraverso una Conferenza dei servizi alla quale sono stati chiamati a esprimersi diversi uffici ed enti: Ufficio Tecnico comunale, Ufficio Paesaggio, Ufficio Ambiente, Ufficio Patrimonio e Arpac. Anche la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli è stata coinvolta nell’iter.
Uno dei passaggi più delicati dell’istruttoria ha riguardato proprio il parere della Soprintendenza. In un primo momento, il parere del 3 luglio aveva introdotto prescrizioni relative alla collocazione dell’impianto. Per questo motivo il Comune ha convocato una riunione con gli enti coinvolti il 14 luglio, chiedendo alla società ulteriori elementi tecnici sulla possibilità di una diversa localizzazione dell’antenna.
Iliad ha successivamente trasmesso la documentazione integrativa richiesta. Il 7 agosto è quindi arrivato il nuovo parere della Soprintendenza che, secondo quanto riportato nella determinazione comunale, ha sostituito integralmente quello precedente, eliminando le prescrizioni relative alla ricollocazione dell’impianto e dando parere favorevole al progetto sulla base degli elaborati integrativi presentati dalla società.
A quel punto, il provvedimento comunale prende atto che gli enti coinvolti hanno espresso parere favorevole e che non risultano motivi ostativi al rilascio dell’autorizzazione.
Il via libera, tuttavia, non è incondizionato. L’autorizzazione è infatti subordinata al rispetto delle prescrizioni contenute nei diversi pareri acquisiti durante la Conferenza dei servizi.
Tra le condizioni previste figura innanzitutto un limite massimo di 1,50 metri per l’altezza complessiva delle strutture fuori terra rispetto al piano di calpestio della copertura. Eventuali aumenti dell’altezza dovranno essere sottoposti a un nuovo esame.
Particolare attenzione è stata inoltre riservata alla sicurezza statica dell’edificio municipale. Prima dell’intervento dovrà essere depositata presso il Genio Civile una relazione di calcolo strutturale che certifichi la compatibilità dei carichi prodotti dalla struttura, dalle zavorre e dall’azione del vento con la capacità del solaio di copertura. Al termine dei lavori dovrà inoltre essere trasmesso il certificato di regolare esecuzione o il collaudo statico firmato da un tecnico abilitato.
Sono previste anche prescrizioni per evitare danni alla copertura: i cavidotti e le opere accessorie dovranno essere realizzati senza compromettere i sistemi di impermeabilizzazione e di smaltimento delle acque meteoriche. Eventuali danni o infiltrazioni saranno a carico del gestore. L’avvio dei lavori è inoltre subordinato alla stipula e registrazione dell’atto di concessione o locazione della porzione di tetto interessata.
Anche sotto il profilo ambientale e radioelettrico sono state fissate specifiche condizioni. Arpac ha previsto, tra l’altro, l’obbligo per il gestore di comunicare al Comune e al Dipartimento competente la conformità delle opere al progetto e la data di attivazione dell’impianto. Sono inoltre previste misure di verifica successive all’attivazione, corredate dalla documentazione relativa alla taratura degli strumenti utilizzati.
Il provvedimento stabilisce che l’efficacia dell’autorizzazione rimane legata al rispetto puntuale di tutte le condizioni imposte dagli enti partecipanti alla Conferenza dei servizi. Tali prescrizioni sono definite nell’atto come vincolanti per il soggetto autorizzato.
Con la determinazione del 10 agosto, dunque, il Comune chiude l’iter amministrativo e autorizza Iliad a procedere alla realizzazione dell’impianto sulla Casa comunale. Il provvedimento costituisce titolo abilitativo unico e sostituisce gli altri eventuali atti di assenso previsti dalla normativa nell’ambito del procedimento. Resta comunque possibile proporre ricorso al Tar entro 60 giorni dalla notifica oppure ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.
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