Piano di Sorrento, una riflessione sul Vangelo del giorno con don Rito Maresca: il vero potere è dare vita
Nel Vangelo di oggi Gesù pronuncia una frase intensa e decisiva: «Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo» (Gv 10,17). In poche parole è racchiuso il cuore della fede cristiana: l’amore autentico non trattiene, ma si dona; non domina, ma serve; non distrugge, ma genera vita.
Partendo da questo passo evangelico, don Rito Maresca, amministratore parrocchiale della Parrocchia di Mortora a Piano di Sorrento, offre una meditazione profonda e attuale sul significato del potere, della tecnologia e della scelta quotidiana di costruire invece di spegnere.
Don Rito scrive: «”Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo”. (Gv 10,17).
Un tempo capace di tutto, tranne che di generare vita
Viviamo nel tempo dell’ipertecnologia e, insieme, nel tempo delle cosiddette “guerre intelligenti”: espressione paradossale, perché se è vero che non esistono guerre intelligenti, è altrettanto vero che proprio quelle che si vantano di esserlo appaiono, da un lato, le più crudeli e, dall’altro, le più stupide, soprattutto quando vengono combattute senza una strategia reale riguardo ai veri obiettivi.
E mentre si moltiplicano le intelligenze artificiali e la tecnologia sembra poter fare quasi tutto, resta una soglia che nessun algoritmo attraversa: la tecnologia non sa dare la vita. Può imitare, calcolare, replicare, potenziare; tuttavia, proprio quando arriva al cuore, non genera.
Per questo accade che le macchine più moderne, costose e sofisticate siano spesso quelle militari: sistemi pensati per dare morte, i quali, per quanto evoluti, non riescono comunque a dare vita.
E allora mi viene da pensare che ci sia più tecnologia nel grembo di una donna che nella più sofisticata e terribile bomba nucleare, perché lì — dove nessuno farebbe “vetrina” del proprio potere — si compie ciò che nessun potere umano sa fabbricare: la vita che nasce.
Il potere di Gesù.
È a questo punto che le parole di Gesù diventano una rivelazione: “io do la vita”.
Ed è qui che si capisce quale sia il potere di cui parla: non il potere di dominare, non il potere di imporre, non il potere di schiacciare, bensì il potere di donarsi, perché solo chi dona vita rende il mondo più vivo.
E se questo è vero per la vita biologica, lo è anche — con la stessa forza — per ogni livello esistenziale: il potere più grande che hai è dare vita, è dare la vita, è aggiungere vita!!!
Un potere che non ti viene tolto, ma scelto.
Poiché ognuno dà la vita secondo il suo potere, e ognuno ha potere secondo la sua vita, allora il vero potere non consiste nel possedere di più, ma nell’essere pieni di vita per poter dare vita.
E questa è una cosa decisiva: c’è una vita che nessuno davvero ti può togliere, nel senso che nessuno può costringerti ad amare, nessuno può obbligarti a donarti, nessuno può imporre al tuo cuore la generosità; e proprio per questo nessuno può costringerti a dare, mentre solo tu puoi scegliere di dare, quando decidi di usare la tua vita per aggiungere vita a questo mondo.
Oggi è lunedì, e forse ti sentirai tentato — in modo sottile — di dare morte, se non con le mani almeno con le parole, con il cinismo, con la divisione, con l’ironia che spegne; ma proprio oggi puoi scegliere il potere della vita, e farlo senza clamore, come si fa una cosa vera.
E tu, in quale punto concreto della tua giornata senti che il Signore ti chiede di passare dalla logica del “consumare” alla logica del “dare vita”?».
Queste parole aprono una prospettiva preziosa per la vita quotidiana. In un mondo che misura tutto in termini di efficienza, successo e visibilità, il Vangelo ricorda che la grandezza si riconosce da ciò che fa fiorire gli altri. Dare vita significa incoraggiare, ascoltare, custodire, rialzare chi è caduto, seminare pace dove c’è tensione, speranza dove c’è scoraggiamento.
Ogni giornata offre occasioni semplici ma decisive: una parola detta bene, un gesto gratuito, un perdono concesso, una presenza fedele. È lì che passa la forza di Dio. Non nel rumore dei potenti, ma nel silenzio di chi ama davvero. E forse il cambiamento che attendiamo nel mondo comincia proprio da questa scelta nascosta: diventare persone che, ovunque vadano, lasciano più vita di quanta ne abbiano trovata.
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