Eugenio Gastone Sassi, il medico filantropo
Riportiamo un interessante contributo pubblicato da Eugenio Lorenzano nel suo blog, ringraziandolo per la disponibilità nel condividere i propri contenuti su Posideo, arricchendo così il nostro spazio con la sua prestigiosa firma.
“Filantropo”, è l’aggettivo che meglio potrebbe rimarcare il ricordo di un personaggio dall’immensa umanità e professionalità quale il Dottore Medico Eugenio Gastone Sassi. Nato nel 1917 a Treviso ed ancora bambino sfollato di guerra con la madre Ester Tomè ed il fratello Arturo in Penisola Sorrentina, completò gli studi scolastici frequentando il liceo Plinio Seniore di Castellammare di Stabia e poi laureandosi in medicina e specializzandosi in dermatologia e tisiologia presso l’ateneo napoletano. Ho sentito tantissimi racconti e testimonianze sulla sua bontà, professionalità ed impegno umano e medico, ed in minima parte ne sono stato anche io testimone.
Il Dottor Sassi rappresentava il Medico d’altri tempi, sempre impegnato in prima persona nella sua attività professionale e soprattutto sempre scevro dal mero profitto economico. Il Dottore Sassi era affettuosamente chiamato da tutti “Dottor Gastone”, col suo secondo nome di battesimo. “Gastone” si prodigò principalmente per i più poveri, i meno abbienti ed i più bisognosi. Durante il secondo conflitto mondiale, come ufficiale medico prestò servizio presso l’ospedale militare di Mogadiscio in Somalia; la sua bontà e dedizione fecero sì che gli indigeni dei villaggi lo appellassero con il nomignolo di “Santone pietrisco”. Successivamente fu trasferito presso l’ospedale militare impiantato dalle forze militari tedesche a Castellammare di Stabia, dove si distinse per l’assistenza a numerosi feriti, vittime dell’affondamento della nave “Giovannina” bombardata. Alla fine della seconda guerra mondiale, grazie alla sua esperienza, disponibilità e bontà, acquisì grande stima, considerazione ed affetto da parte di tutta la popolazione della penisola sorrentina da lui curata. Basti immaginare che in tutta la Penisola Sorrentina, all’epoca vi erano solo 5 medici. Nella fase post-bellica, a causa delle precarie condizioni di viabilità e comunicazione stradale della Penisola Sorrentina, si impegnava con incredibile puntualità settimanale a recarsi a piedi da Meta ad Alberi, proseguendo poi verso Arola, Preazzano, Ticciano e Moiano per poi discendere a Vico Equense sul versante opposto del Monte Faito attraverso Massaquano ed altre frazioni collinari al solo scopo di prestare assistenza medica ai tanti contadini ed a tutta la popolazione di quei luoghi, decisamente poco abbiente in quel tempo. Spesso le sue visite venivano ripagate con un paio di uova, qualche ortaggio, un caciocavallo, una caciotta, qualche frutto o prodotti della terra e dell’allevamento. Si sposò nel 1946 con la professoressa Lucia Marcella D’Esposito, dalla quale ebbe sette figli. Nel 1954, purtroppo, per un grave episodio di malattia embolica, rimase per dieci giorni tra la vita e la morte e spontaneamente si costituirono delle veglie di preghiera ininterrotte presso la chiesa parrocchiale di Meta di Sorrento.
I suoi lusinghieri successi professionali ed umani gli consentirono di accedere anche all’insegnamento della disciplina medica, che rifiutò per non sottrarre alla sua famiglia quel poco di tempo che gli lasciava l’infaticabile attività. Negli anni ’60 divenne Presidente del Patronato scolastico e fu tra i pionieri della campagna antifumo nelle scuole. Negli anni ’70 fu consulente dermatologico presso l’ospedale di Sorrento e Primario incaricato all’ospedale di Sant’Agnello.
Ricordo che nell’inverno 1983-84 gli portai un bambino irakeno figlio di borsisti di studio di stanza a Meta; il bambino soffriva di una strana dermatosi al cuoio capelluto che il Dottor Gastone gli curò gratuitamente, addirittura regalandogli i medicinali necessari. Ricordo lo stupore e la commozione dei genitori di quel bambino che fu curato a riguardo di questo medico-filantropo gratuitamente. Quel gesto mi rese testimone delle tante belle parole e considerazioni che tante persone avevano espresso a riguardo di questo medico-filantropo già molto prima di me.
Eugenio Gastone Sassi rimase vedovo nel 1986 e visse i suoi ultimi anni di vita sempre con la stessa generosità e dedizione ai suoi pazienti. Morì nel 1992, lasciando un grande vuoto di affetto ed umanità tra la popolazione locale. Ricordo perfettamente ai suoi funerali quel lunghissimo fiume umano di persone al seguito del feretro; senza retorica, non ho mai partecipato ad un funerale così denso di persone. Ci impegnammo a fine anni ’90, con un piccolo gruppo di amici a raccogliere firme per una petizione al fine di dedicare una via o almeno un vicoletto al grande “Dottor Gastone”. La petizione raggiunse un numero incredibile di firme, ma per correttezza politica non gli si poté dedicare nessuna via, piazza o vicolo poiché il figlio Carlo era divenuto Sindaco di Meta. Sarebbe ora di rispolverare quella petizione e di rendere giustizia alla memoria di questo grande Medico-Filantropo.
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