Piano di Sorrento, pellegrinaggio dell’Arciconfraternita della SS. Trinità alla tomba di Casanocillo – FOTOGALLERY
C’è un valore profondo nei gesti semplici e condivisi: camminare insieme, fermarsi in preghiera, ricordare chi ci ha preceduto. È quanto ha vissuto oggi l’Arciconfraternita della SS. Trinità di Piano di Sorrento, promuovendo il pellegrinaggio alla tomba di Casanocillo, luogo carico di storia e di significato per l’intera comunità locale.
Un appuntamento che non rappresenta soltanto un momento religioso, ma anche un’occasione civile e umana per custodire la memoria collettiva. Ricordare le vittime delle epidemie del passato significa infatti interrogarsi sul presente, riconoscere la fragilità dell’esistenza e la forza con cui le comunità sanno rialzarsi anche dopo le prove più dure.
L’Arciconfraternia della SS. Trinità scrive: «Abbiamo vissuto oggi, il nostro pellegrinaggio alla tomba di Casanocillo. Luogo ove furono abbandonati e sepolti molti avi colpiti da un’epidemia del 1800.
Condividere questo momento significa riconoscere il valore della memoria e ribadire che nessuna vita, anche nella tragedia, è mai stata vana.
Allo stesso tempo bisogna trovare sempre la forza di rialzarsi.
Grazie per aver camminato insieme, per aver pregato, riflettuto e ricordato. Il vostro gesto è un segno concreto di umanità che onora il passato e illumina il presente».
Le parole diffuse dall’Arciconfraternita colpiscono per la loro sobrietà e profondità. Nel richiamo alla tomba di Casanocillo emerge una pagina dolorosa della storia locale: quella di uomini e donne travolti da un’epidemia e consegnati, troppo spesso, all’oblio.
Il pellegrinaggio diventa così un atto di restituzione morale. Dare un nome, un pensiero, una preghiera a chi ha sofferto significa riaffermare la dignità di ogni persona, anche quando la storia sembra averla dimenticata.
Particolarmente significativa è l’espressione secondo cui “nessuna vita, anche nella tragedia, è mai stata vana”. In queste parole si racchiude una visione profondamente cristiana e umana: ogni esistenza lascia un segno, ogni sofferenza interpella le coscienze, ogni memoria può trasformarsi in insegnamento.
Non meno attuale è il richiamo alla necessità di rialzarsi. Dopo ogni dolore collettivo — ieri come oggi — una comunità ritrova sé stessa nella solidarietà, nella fede e nella capacità di camminare unita.
Il ringraziamento finale rivolto ai partecipanti consegna il senso più autentico dell’iniziativa: non un semplice rito commemorativo, ma un gesto concreto di umanità. Ricordare il passato, infatti, non significa restare fermi nella nostalgia, ma accendere una luce sul presente e sul futuro.
(foto dalla pagina Facebook Arciconfraternita della SS. Trinità)
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