Meta, l’avvocato Francesco Saverio Esposito boccia la nuova piazza Scarpati: “Senza alberi è un deserto, d’estate diventa una sauna”
Meta. La riqualificazione di piazza Scarpati torna al centro del dibattito pubblico. A riaccendere la discussione è stato l’avvocato Francesco Saverio Esposito, che ha espresso una riflessione corredata da una fotografia scattata alle 12.30 di domenica 13 luglio 2026. Lo scatto mostra una piazza completamente vuota, utilizzata dall’avvocato come punto di partenza per criticare le scelte progettuali adottate nell’intervento di riqualificazione, in particolare l’assenza di aree d’ombra e di una piantumazione adeguata in un contesto caratterizzato da estati sempre più calde.
L’avvocato Francesco Saverio Esposito scrive: «Questa è piazza Scarpati alle 12.30 di domenica 13 luglio 2026. In pratica un deserto e non potrebbe essere diversamente. Con le temperature torride che ci sono, e nei prossimi anni sarà pure peggio, aver progettato uno spazio del genere particolarmente assolato senza prevedere adeguata piantumazione è prova che alla stoltezza non vi è limite. Ho provato ad appoggiarmi alla hollywoodiana ringhiera ma per poco non mi sono ustionato il braccio. Non migliore effetto producono le panchine che avrebbero dovuto lanciare Meta nel futuro. Mi viene da riproporre il commento di Fantozzi alla visione del film “La corazzata Potëmkin”: una cag…ta pazzesca. L’insolazione per buona parte della giornata e la pavimentazione in lastroni di pietra vulcanica (alle 12 sono roventi) garantiscono una temperatura da sauna. Non provate a sedervi a meno che non vogliate provocare la bollitura delle vostre parti intime.
Oltretutto la pavimentazione è pressoché identica alla precedente. Mancano solo quelle strisce di travertino bianco che prima contrastavano le lastre di pietra vulcanica».
Al centro delle osservazioni vi sono soprattutto la vivibilità dello spazio durante le ore più calde della giornata, la carenza di alberature e la scelta dei materiali utilizzati per la pavimentazione, ritenuti poco adatti a mitigare gli effetti delle elevate temperature estive.
Il tema, del resto, si inserisce in una riflessione più ampia sull’urbanistica e sull’adattamento delle città ai cambiamenti climatici, sempre più presenti anche in penisola sorrentina.
Iscriviti al gruppo Facebook di Posideo per non perdere nessun contenuto





