Massa Lubrense, sospeso per tre mesi il titolare del ristorante “Maria Grazia” a Nerano. L’avvocato: «Il locale resta regolarmente aperto»
Nuovi sviluppi giudiziari coinvolgono uno dei locali più rappresentativi della penisola sorrentina. Il legale rappresentante del ristorante “Maria Grazia” di Marina del Cantone, a Nerano, è stato raggiunto da una misura cautelare interdittiva che gli impedisce di esercitare attività imprenditoriali nel settore della ristorazione e del catering per un periodo di tre mesi.
Il provvedimento, disposto dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura, è stato eseguito nella mattinata di oggi dai militari della Guardia Costiera di Castellammare di Stabia. L’imprenditore è indagato con l’accusa di violazione dei sigilli, aggravata dal fatto che rivestiva il ruolo di custode giudiziario del bene sottoposto a sequestro.
L’inchiesta trae origine dai controlli effettuati nei mesi scorsi sul litorale di Massa Lubrense. Al centro della vicenda c’è una porzione della piattaforma esterna del ristorante, installata sul demanio marittimo. Secondo gli accertamenti, la struttura, autorizzata esclusivamente per un utilizzo stagionale e destinata a essere smontata al termine della stagione balneare, sarebbe invece rimasta installata anche durante il periodo invernale.
Gli investigatori hanno inoltre rilevato che l’opera risultava stabilmente ancorata al terreno attraverso elementi in cemento, circostanza ritenuta incompatibile con la natura temporanea della concessione. Da qui il sequestro disposto lo scorso dicembre per presunte violazioni urbanistiche, paesaggistiche e per l’ipotesi di occupazione abusiva del demanio marittimo.
Durante gli accertamenti sarebbero emerse anche criticità sotto il profilo della sicurezza strutturale. Secondo quanto contestato dagli inquirenti, mancavano infatti le autorizzazioni sismiche e la documentazione tecnica relativa ai calcoli statici e al collaudo dell’opera.
Successivamente il titolare aveva chiesto di poter accedere all’area sequestrata per effettuare verifiche tecniche finalizzate a un’eventuale regolarizzazione. Tuttavia, secondo la ricostruzione della Procura, la piattaforma non solo non sarebbe stata rimossa, ma sarebbe stata anche sottoposta a interventi di manutenzione, tra cui la riverniciatura, senza alcuna autorizzazione.
Il controllo effettuato dalla Capitaneria di Porto il 21 giugno avrebbe poi portato alla contestazione più grave. Gli ispettori avrebbero trovato la pedana, ancora sottoposta a sequestro, utilizzata per il servizio di ristorazione, con tavoli apparecchiati e clienti seduti nell’area interessata dal provvedimento giudiziario. Circostanza che ha determinato la richiesta della misura interdittiva successivamente accolta dal Gip.
L’imprenditore potrà impugnare il provvedimento rivolgendosi al Tribunale del Riesame di Napoli. Nel frattempo resterà impossibilitato a svolgere la propria attività imprenditoriale per tutta la durata della misura.
Diversa, invece, la posizione del ristorante. Il legale della società, l’avvocato Maurizio Sica, ha precisato che il locale continua regolarmente la propria attività e che non è stato disposto alcun provvedimento di chiusura nei confronti dell’esercizio. Resta tuttavia aperta la valutazione del Comune di Massa Lubrense, chiamato a verificare le autorizzazioni amministrative collegate alla gestione dell’attività. Qualora emergessero ulteriori profili di irregolarità, non si esclude l’adozione di provvedimenti amministrativi nei confronti del ristorante.
Per il momento, i sigilli sono stati nuovamente apposti esclusivamente sulla porzione della pedana interessata dal sequestro, mentre il resto del locale continua a ricevere la clientela.
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