Le 100 Croci e 100 Ave Maria: la devozione che unisce Positano alla sua Madonna
A Positano il 15 agosto non è soltanto il giorno della festa più attesa dell’estate. È una giornata profondamente legata alla fede e alla devozione verso la Madonna Assunta, una devozione che nei secoli ha assunto forme semplici, intime e capaci ancora oggi di coinvolgere intere generazioni.
Tra le tradizioni più sentite c’è quella delle 100 Croci e 100 Ave Maria, una pratica religiosa che molti positanesi rinnovano ogni anno proprio nel giorno dell’Assunzione di Maria.
La preghiera è semplice: per cento volte si traccia il segno della Croce e si recita un’Ave Maria, accompagnando ogni gesto con la devozione e il raccoglimento che caratterizzano questa particolare giornata. Una pratica che può essere compiuta nella propria casa, nella quiete della propria stanza, oppure nel silenzio raccolto della Chiesa Madre.
È una tradizione che non conosce distanza. Anche i tanti positanesi che nel corso degli anni hanno lasciato il paese continuano a custodirla, rinnovandola lontano da casa e sentendosi, attraverso quelle cento preghiere, nuovamente vicini alla Madonna di Positano. Perché ci sono tradizioni che non hanno bisogno di un luogo preciso: basta il cuore per tornare, anche solo per qualche minuto, ai piedi della propria Mamma Celeste.
La devozione delle 100 Croci e 100 Ave Maria è legata, secondo la tradizione orale tramandata a Positano, a un episodio risalente al 1933, quando una donna proveniente dal Cilento arrivò in paese portando con sé una storia di dolore e una grande speranza.
La donna aveva già perso tre figlie, tutte morte prima di compiere quattro anni. Quando nacque una quarta bambina, la paura di vivere nuovamente quella terribile esperienza divenne per lei insopportabile. Cominciò così a pregare con tutte le sue forze, chiedendo che quella figlia potesse vivere.
Una notte, secondo il racconto tramandato nel tempo, le apparve in sogno una donna vestita come una contadina. Le disse di avere fede e le indicò la strada da seguire: portare la bambina a Positano, cercare una certa Maria Assunta e deporla ai suoi piedi.
La donna prese sul serio quel sogno e il 14 agosto arrivò a Positano. Giunta davanti alla Chiesa Madre, incontrò il parroco dell’epoca, don Saverio, al quale raccontò quanto aveva visto e gli domandò se conoscesse una donna chiamata Maria Assunta.
Il sacerdote comprese il significato di quelle parole e la accompagnò in chiesa.
Quando la donna si trovò davanti all’immagine della Madonna Assunta di Positano, scoppiò in lacrime. Aveva riconosciuto nella Vergine proprio la donna che le era apparsa in sogno.
Seguendo l’indicazione ricevuta, depose la bambina ai piedi della Madonna.
La tradizione racconta che quella stessa notte la donna ebbe un’altra apparizione. Questa volta fu la Madonna di Positano a parlarle e a indicarle una forma di ringraziamento per la grazia ricevuta: cento segni della Croce e cento Ave Maria.
Da quel racconto sarebbe nata la devozione che ancora oggi, nel giorno dell’Assunta, molti positanesi rinnovano con fede.
Al di là della ricostruzione storica dell’episodio, ciò che conta è il modo in cui questa tradizione è riuscita a sopravvivere al passare del tempo. È stata trasmessa nelle famiglie, raccontata ai bambini, custodita dagli anziani e ripetuta ogni 15 agosto, diventando parte della memoria religiosa di Positano.
In un’epoca in cui le tradizioni cambiano rapidamente, le 100 Croci e 100 Ave Maria conservano tutta la loro forza proprio nella semplicità.
Non servono grandi gesti. Non servono parole particolari. Ci si ferma, si prende il Rosario e si prega.
Cento volte.
Cento segni della Croce e cento Ave Maria, in un ritmo che diventa meditazione, affidamento e ringraziamento.
E così, mentre Positano vive la sua giornata più solenne, mentre le campane scandiscono la festa e la comunità si raccoglie attorno alla propria Madonna, nelle case del paese e lontano dalla Costiera c’è chi continua a ripetere quella preghiera antica.
Sono gesti apparentemente piccoli, ma capaci di raccontare un legame profondo.
Perché la festa dell’Assunta, a Positano, non è soltanto una celebrazione da vivere insieme nelle strade e nella piazza. È anche una festa vissuta nell’intimità, nel silenzio di una preghiera recitata davanti a un’immagine della Madonna, nella memoria di chi ci ha insegnato questa devozione e nella speranza di chi continua ad affidarsi a Lei.
Cento Croci e cento Ave Maria: una preghiera semplice, una tradizione antica, un filo invisibile che ancora oggi unisce Positano alla sua Madonna.
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