Positano. Ci sono notizie che non vorresti mai ricevere. Notizie che arrivano all’improvviso e che quando le ascolti fai fatica a comprendere, perché la mente si rifiuta di accettarle.
Questa notte è morto improvvisamente Vincenzo De Lucia. Aveva appena 56 anni.
E oggi, proprio nel giorno della festa della Madonna Assunta, Positano si è svegliata con un dolore che nessuno avrebbe voluto conoscere.
È un contrasto che fa ancora più male: da una parte un paese vestito a festa, le campane, la fede, la devozione per la sua Madonna; dall’altra il silenzio di chi piange un amico, una persona cara, una presenza che fino a ieri sembrava destinata a esserci ancora.
Per me, però, Vincenzo non può essere raccontato come una semplice notizia di cronaca.
Vincenzo era un amico.
E quando se ne va un amico le parole della cronaca sembrano troppo fredde, troppo lontane da quello che si prova davvero. Perché un amico non è una data, non è un’età, non è una circostanza. È un pezzo della nostra vita. È una voce che riconosci, un volto che ti aspetti di incontrare, una risata, una battuta, una chiacchierata, un ricordo che fino a ieri sembrava normale e che da oggi diventa prezioso.
La morte improvvisa ha qualcosa di terribilmente crudele. Non concede il tempo di prepararsi, di salutarsi, di dire magari quella parola che avevamo rimandato perché convinti che ci sarebbe stato ancora tempo.
E invece il tempo, questa volta, si è fermato.
A 56 anni si pensa ancora al futuro. Ci sono ancora giornate da vivere, persone da incontrare, progetti, risate, abbracci. Ed è forse questo che rende ancora più difficile accettare che Vincenzo ci abbia lasciati così, all’improvviso, senza darci la possibilità di salutarlo ed abbrcciarlo un’ultima volta.
Oggi Positano è la stessa di sempre e, nello stesso tempo, non lo è più.
Le strade sono quelle, il mare è quello, la festa della Madonna Assunta è quella che appartiene alla storia e al cuore del nostro paese. Ma per chi ha conosciuto Vincenzo, qualcosa è cambiato.
Perché nei luoghi che condividiamo con le persone che amiamo rimangono sempre le loro tracce.
Un angolo, una strada, un incontro casuale, una voce che sembra di sentire ancora. E basta poco perché un ricordo torni a galla e ci faccia sorridere per un attimo, prima che arrivi la consapevolezza dolorosa che quella persona non la incontreremo più.
E allora, in questa giornata così particolare, voglio affidare Vincenzo proprio alla Madonna Assunta.
Voglio pensare che, proprio oggi, la Madonna abbia aperto il suo manto per accoglierlo.
Voglio immaginarla come una madre che prende tra le sue braccia un figlio che è dovuto andare via troppo presto. Che lo accompagna, lo protegge e lo porta verso un luogo dove non esistono più il dolore, la paura e la sofferenza.
Forse è un pensiero semplice. Ma oggi, davanti a una morte così improvvisa, abbiamo bisogno anche di pensieri semplici a cui aggrapparci.
E allora mi piace pensare che Vincenzo non sia solo.
Mi piace pensare che nel giorno della sua festa la Madonna di Positano lo abbia accolto sotto il suo manto.
Oggi il paese pregherà per la Madonna ma sono certo che in tanti, nel silenzio del proprio cuore, rivolgeranno una preghiera anche per Vincenzo.
Io farò lo stesso.
Non voglio ricordarlo soltanto per il dolore di questa giornata. Voglio ricordarlo per quello che ha lasciato nelle persone che lo hanno conosciuto. Per i momenti condivisi, per le parole, per le risate, per tutte quelle piccole cose che sembravano scontate e che oggi ci accorgiamo essere state importanti.
Perché è questo, alla fine, ciò che rimane.
La morte porta via una presenza, ma non riesce a portare via i ricordi.
E forse è proprio attraverso i ricordi che Vincenzo continuerà a camminare insieme a noi.
A chi gli ha voluto bene, alla sua famiglia e a tutte le persone che oggi stanno vivendo questo dolore va il mio abbraccio più sincero.
Oggi Positano farà festa.
Ma dentro tanti cuori ci sarà silenzio.
Un silenzio fatto di incredulità, di lacrime e di ricordi.
E mentre le campane suoneranno per la Madonna Assunta, mentre Positano si raccoglierà nella sua fede, voglio guardare verso di Lei e affidarle anche il nostro dolore.
Prendilo sotto il tuo manto, Madonna di Positano.
Proteggilo.
Accompagnalo.
E se puoi, digli che qui, nella sua Positano, gli abbiamo voluto bene e che non lo dimenticheremo.
Ciao Vincenzo.
Avrei voluto salutarti in un altro giorno, in un altro modo.
Ma oggi, nel giorno della Madonna Assunta, voglio credere che tu non sia solo.
Sei sotto il suo manto.
E lì, tra le braccia della nostra Madonna, riposa in pace, amico mio.





