L’appello dei Vescovi della Campania: “La dignità non può essere rimandata”
“Per la dignità della persona e per il futuro della Campania” è il titolo dell’Appello diffuso dai Vescovi campani, un documento che richiama con forza istituzioni, politica e società civile a un’assunzione condivisa di responsabilità. L’invito è quello a un vero e proprio “risveglio morale”, capace di mettere al centro il bene comune, la tutela della persona e l’impegno verso il territorio, superando logiche di parte e interessi particolari.
Il contenuto dell’Appello è stato presentato nella mattinata di oggi, lunedì 6 luglio, nel corso di una conferenza stampa svoltasi presso la sede della Conferenza episcopale campana, a Pompei, in piazza Bartolo Longo. A illustrarlo sono stati il presidente della Conferenza episcopale campana, il vescovo di Acerra monsignor Antonio Di Donna, e il segretario, il vescovo di Teggiano-Policastro monsignor Antonio De Luca.
Nel testo i pastori della Chiesa campana riprendono anche il messaggio emerso durante la recente visita del Papa nella regione, rivolgendosi non solo alle comunità ecclesiali ma soprattutto a chi ha ruoli di governo e amministrazione, chiamato a compiere scelte che incidono profondamente sulla vita presente e futura della Campania.
Alla base del documento vi è l’idea che la Chiesa non intenda sostituirsi alle istituzioni o alla politica, ma non possa neppure rimanere in silenzio di fronte a decisioni che toccano questioni decisive per la vita delle persone, in particolare delle fasce più vulnerabili. Da qui la richiesta di un confronto serio, libero da contrapposizioni ideologiche, e la disponibilità a contribuire a un dialogo costruttivo prima delle decisioni.
Uno dei nuclei centrali dell’Appello riguarda la difesa integrale della vita umana in tutte le sue fasi. In questo contesto vengono richiamati temi delicati come il fine vita, con l’invito a potenziare le cure palliative e le forme di assistenza e vicinanza a chi soffre. Allo stesso tempo viene espressa preoccupazione per la tendenza a ridurre questioni complesse come l’aborto a meri aspetti procedurali, sottolineando invece la necessità di un accompagnamento reale delle donne e di una responsabilità condivisa da parte della collettività. I vescovi richiamano inoltre le parole di Papa Francesco, secondo cui ogni minaccia alla vita – dalle guerre alle morti sul lavoro, dai migranti morti in mare fino all’eutanasia – interpella profondamente la coscienza comune.
Ampio spazio è dedicato anche alle criticità sociali della regione. Nel documento si evidenziano le difficoltà del sistema sanitario, le disuguaglianze nell’accesso alle cure e il fenomeno della migrazione sanitaria. Viene inoltre posta attenzione alla condizione delle carceri, con l’auspicio di percorsi più efficaci di giustizia riparativa e reinserimento sociale. Tra i temi affrontati figurano anche la gestione dei Centri di permanenza per il rimpatrio, la situazione delle persone migranti e delle comunità Rom, così come il dramma delle persone senza dimora, della povertà diffusa, dello sfruttamento lavorativo e del caporalato.
Il documento non tralascia le fragilità del territorio campano. I vescovi esprimono preoccupazione per lo spopolamento delle aree interne, la progressiva riduzione dei servizi essenziali e dei presìdi educativi, oltre alle conseguenze ambientali legate all’inquinamento nella cosiddetta Terra dei Fuochi. Forte è anche l’attenzione alla presenza della criminalità organizzata e alle difficoltà del mondo giovanile, segnato da povertà educativa, episodi di violenza e dalla mancanza di spazi di crescita fondati sulla legalità. Tra le criticità viene citato anche il tema degli abbattimenti degli immobili.
Accanto all’analisi delle difficoltà, emerge però anche una prospettiva di speranza. Pur riconoscendo le molte ferite presenti sul territorio, i vescovi sottolineano le energie positive della Campania, la resilienza delle comunità e il desiderio diffuso di riscatto che attraversa famiglie, istituzioni e società civile. Da qui l’invito a non cedere alla rassegnazione, ma a impegnarsi per una regione più giusta, solidale e attenta ai più deboli.
Un richiamo particolare è rivolto a chi opera nella vita pubblica e si ispira ai principi della Dottrina sociale della Chiesa: a loro viene chiesto di mantenere coerenza tra valori dichiarati e scelte concrete, ricordando che le decisioni più rilevanti devono nascere dal confronto con chi vive quotidianamente le difficoltà del territorio.
L’Appello si chiude con un’esortazione rivolta all’intera comunità: raccogliendo l’invito attribuito a Papa Leone durante la sua visita, i vescovi chiedono di mettere la vita al centro delle scelte, perseguire la giustizia, rafforzare il bene comune e assumersi insieme la responsabilità del futuro della Campania.
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