Capri, 140mila euro per il concerto di Anna Pepe. L’imprenditore Silvio Staiano contesta la spesa e parla di «grande spreco»
Capri. Il concerto di Anna Pepe al Molo Pennello, atteso e discusso appuntamento dell’estate caprese, diventa ora terreno di confronto sulla gestione delle risorse pubbliche. A sollevare apertamente la questione è l’imprenditore caprese Silvio Staiano, patron del marchio di orologeria Capri Watch, che in un lungo post pubblicato sui social mette sotto accusa il costo complessivo dell’iniziativa.
Staiano parla di una spesa che, secondo le cifre da lui riportate, raggiungerebbe i 140mila euro, considerando un compenso di base di 120mila euro e ulteriori 20mila euro di spese accessorie. Nel suo intervento, l’imprenditore contesta inoltre l’effettiva partecipazione all’evento e si interroga sull’opportunità di destinare una somma così consistente a un singolo appuntamento musicale.
Di seguito riportiamo integralmente il post pubblicato da Staiano: «140.000 EURO PER “14 MINUTI”: IL VERO COSTO DI UN “GRANDE EVENTO” – (UN GRANDE SPRECO)!
Ieri sera si è tenuto il tanto chiacchierato “concerto” di Anna Pepe al Molo Pennello. Le cifre di cui si parla ammontano a ben 140.000 euro totali (120.000 € di base + 20.000 € di spese accessorie). Uno sperpero enorme di danaro per un evento che, per molti dei presenti — tra cui lo stesso Sindaco FALCO Paolo e l’Assessore CIUCCIO Salvatore, che hanno potuto “vedere coi loro occhi” la situazione — si è rivelato, purtroppo, UN TREMENDO FLOP!
€ 10.000 al minuto! Nemmeno Cristiano Ronaldo li ha guadagnati mai! RIDICOLO
C’erano sicuramente 200- 300 giovanissimi sotto il palco, molto attivi, ma lo spazio era semivuoto. Ho incontrato ieri sera alle 19 un ragazzino che aveva 10 biglietti. So come li ha avuti! Quello che invece lui non sapeva era a chi darli visto che non vive nemmeno a Capri. Quelli come molti altri sono i biglietti andati inutilizzati e che hanno svuotato il “parterre”.
Figuriamoci! E’ bello vedere i propri figli che si divertono ma la domanda sorge spontanea: c’era davvero bisogno di spendere una cifra simile? ABNORME!
I nostri giovani hanno bisogno di aggregazione, ritengo che basti poco per farli stare bene. Con una spesa massima di poche migliaia di euro e una bella organizzazione alle spalle, si sarebbe potuto creare un evento fantastico. Bastava invitare un bravo DJ, mettere la stessa identica playlist musicale e creare un’atmosfera coinvolgente. Il risultato per i ragazzi sarebbe stato identico, ma senza sperperare i nostri soldi. Le solite “smargiassate” dei cosiddetti grandi eventi (direi GRANDI FLOP)!
Tutti sappiamo quanto sia costoso vivere a Capri e quante difficoltà affrontino quotidianamente molte persone sull’isola. Se solo il Sindaco si fermasse a riflettere, 140.000 euro equivalgono a un aiuto concreto di 1.000 euro da destinare a ben 140 famiglie capresi in difficoltà!!!
Un sostegno reale per fronteggiare il caro vita, invece di un assegno staccato per una manciata di minuti di esibizione di una “capricciosa” artista.
Mai vorrei che venisse tolto il divertimento ai ragazzi, ma ritengo che le risorse pubbliche andrebbero indirizzate diversamente.
Vorrei tanto sapere se sono io il solo a fare questi ragionamenti.
Cosa ne pensate? È giusto questo modo di fare o è un chiaro ed evidente spreco che si poteva evitare?».
Il post di Staiano riporta al centro una questione che va oltre il singolo concerto: quale debba essere il rapporto tra grandi eventi, promozione del territorio e impiego del denaro pubblico.
Un appuntamento musicale può certamente rappresentare un investimento sull’immagine di Capri, sull’attrattività dell’isola e sull’offerta destinata ai residenti e ai più giovani. Ma proprio perché si tratta di risorse pubbliche il confronto non può fermarsi al successo percepito della serata. Occorre guardare ai numeri, alle modalità di affidamento, ai costi complessivi e agli obiettivi che l’amministrazione si era prefissata.
La polemica sollevata da Staiano, dunque, pone una domanda destinata a restare sul tavolo: quanto deve costare un grande evento pubblico e quali risultati deve produrre per poter essere considerato un investimento e non semplicemente una spesa?
Sarà ora il confronto sui dati — presenze effettive, costi documentati, ricadute sull’economia locale e finalità dell’iniziativa — a consentire ai cittadini di farsi un giudizio più completo. E, soprattutto, a chiarire se la cifra indicata nel post corrisponda effettivamente al costo sostenuto dall’ente e quale sia stato il bilancio complessivo dell’evento.
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