Addio Fulvio d’Aria, grazie per esserci sempre stato
Ci sono persone che, quando se ne vanno, lasciano un vuoto che non è facile nemmeno raccontare. Fulvio d’Aria era una di quelle persone.
La notizia della sua improvvisa scomparsa, arrivata ieri, ha lasciato tutti noi increduli e profondamente addolorati. A Ravello, nella sua Costiera Amalfitana, ma anche tra le tante persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, di lavorare con lui, di chiedergli un aiuto o semplicemente di incontrarlo lungo il cammino.
Io Fulvio l’ho conosciuto attraverso il lavoro ed ho avuto la fortuna di collaborare con lui in un paio di occasioni. E proprio lavorando insieme ho potuto apprezzare ancora di più quello che, forse, chi lo conosceva bene già sapeva: Fulvio era un professionista straordinario, un ottimo regista, competente e appassionato, ma prima ancora era una persona perbene. Una persona buona.
Era uno di quelli a cui potevi chiedere una mano sapendo che, molto probabilmente, avrebbe trovato il modo di dartela. Metteva a disposizione le sue competenze, le sue idee e soprattutto il suo tempo, senza mai far pesare nulla. Aveva quella disponibilità sincera che oggi è sempre più rara: non c’era bisogno di troppe spiegazioni, spesso bastava raccontargli un progetto perché lui cominciasse già a pensare a come poter contribuire.
E Fulvio aveva un’attenzione particolare per le iniziative con un valore sociale, quelle capaci di lasciare qualcosa alle persone e al territorio. Aveva inoltre una sensibilità speciale verso i bambini, ai quali dedicava grande attenzione e cura, felice di vedere il loro interesse ed il loro coinvolgimento. La sua Costiera Amalfitana gli stava profondamente a cuore e non era difficile capire quanto fosse legato a questi luoghi ed a tutto ciò che poteva valorizzarli, raccontarli, proteggerli o semplicemente renderli un po’ migliori, soprattutto per le generazioni più giovani.
In questo, il suo essere regista andava ben oltre il mestiere. Fulvio aveva la capacità di guardare le cose, di coglierne l’anima e di mettersi al servizio di un’idea. E lo faceva con grande professionalità, ma senza mai perdere quella dimensione umana che lo rendeva speciale.
Quando si lavora insieme, del resto, le persone si conoscono davvero. Si vedono le loro reazioni davanti agli imprevisti, il modo in cui affrontano le difficoltà, la capacità di ascoltare, di collaborare, di trovare una soluzione. Ed io di Fulvio ricordo proprio questo: la sua presenza sempre positiva, il suo modo di esserci, la sua disponibilità. Ricordo la sensazione di poter contare su di lui. E non è una cosa da poco.
Per questo oggi è difficile parlare di Fulvio al passato.
È difficile pensare che non ci sarà più quella disponibilità, quella passione nel realizzare le cose. È difficile accettare che una persona con ancora così tanto da dare non ci sia più.
La sua morte lascia un dolore immenso e incolmabile. Lo lascia alla sua famiglia, agli amici, ai colleghi, a tutti coloro che hanno condiviso con lui un pezzo di strada. E lo lascia anche ad una terra, la Costiera Amalfitana che tanto amava, che perde una persona capace di raccontarla e di impegnarsi per essa con passione e sensibilità.
Mi piace però pensare che qualcosa di Fulvio resterà in tutti i progetti che ha contribuito a realizzare, nelle immagini che ha girato, nelle persone che ha aiutato, nelle idee alle quali ha dato il suo tempo e la sua professionalità. E soprattutto resterà nei ricordi di chi ha avuto la fortuna di incontrarlo.
Io sono tra questi.
E oggi, più che scrivere un ricordo, sento semplicemente il bisogno di dirgli grazie.
Grazie Fulvio per quello che sei stato, per quello che hai dato e per tutte le volte in cui, con la tua disponibilità, hai fatto sentire agli altri che potevano contare su di te.
Ciao Fulvio.





