In tantissimi per l’ultimo saluto a Giorgia Kus. Mamma Francesca: «È stato il regalo più bello che la vita ha potuto darci»
Una chiesa piena, il dolore composto dei familiari, gli amici e i compagni di scuola stretti attorno ai genitori. È stata una comunità intera a raccogliersi ieri pomeriggio nella Chiesa dell’Immacolata di Lourdes a Conegliano per accompagnare Giorgia Kus nel suo ultimo viaggio.
Circa 300 persone hanno voluto esserci. Molti sono arrivati con largo anticipo e, quando la celebrazione è iniziata, i posti a sedere erano già esauriti. Qualcuno ha seguito la funzione in piedi, altri sono rimasti all’esterno. Tra i presenti c’erano i parenti, gli amici della famiglia, gli insegnanti e i compagni della scuola primaria, insieme a tante persone che negli anni avevano seguito la vicenda di Giorgia e dei suoi genitori anche attraverso i social.
La bambina è morta lo scroso 27 agosto a soli 11 anni mentre si trovava in vacanza ad Alicante, in Spagna. A portarla via una polmonite batterica. Una tragedia improvvisa che ha lasciato senza parole una famiglia e tutti coloro che avevano imparto a conoscere ed amare la piccola Giorgia attraverso la pagina social “La forza di Giorgia Kus”.
A celebrare il funerale è stato il parroco don Luigi Cesca. Il sacerdote ha scelto di aprire la celebrazione partendo proprio da ciò che in quel momento sembrava più difficile da sostenere: il silenzio. Un silenzio che, nelle sue parole, può diventare «maggiore vicinanza e partecipazione più viva» nei confronti di mammaFrancesca e papà William, «devastati da questa enorme perdita».
Nel ricordo del sacerdote Giorgia è stata innanzitutto una bambina capace di trasmettere vita. Ha parlato della sua energia, del sorriso e della curiosità con cui affrontava ciò che la circondava, sottolineando quella «forte voglia di vivere e di lottare» che la accompagnava.
«Questo dono di Dio, chiamato Giorgia, ci ha davvero arricchito così tanto che sarà impossibile dimenticarlo», ha detto don Cesca, ricordando anche il rapporto personale costruito con la bambina durante il cammino verso la riconciliazione e la prima comunione, celebrate circa un anno e mezzo fa.
Di fronte alla morte di una bambina, però, anche le parole della fede si confrontano con una domanda difficile. Il parroco non ha nascosto questo smarrimento, parlando di una perdita che resta dolorosa e difficile da comprendere: «La vita umana su questa terra mai dovrebbe essere così breve», ha affermato, definendo la morte di Giorgia «inaccettabile» e «incomprensibile».
Attorno alla famiglia si è stretta anche la comunità civile. In chiesa era presente il sindaco Fabio Chies, con la fascia tricolore, che ha portato ai genitori la vicinanza personale e quella dell’amministrazione comunale. Un segno della partecipazione di un’intera città a un lutto che ha oltrepassato i confini della famiglia.
Anche la scuola ha voluto essere presente. Un rappresentante dell’istituto ha rivolto ai genitori un messaggio di vicinanza a nome della comunità scolastica, ricordando il segno lasciato da Giorgia tra compagni, insegnanti e personale. Una presenza che continua a essere avvertita anche tra i banchi e negli spazi della scuola.
Ma il momento più intimo è arrivato alla fine della celebrazione. A parlare è stata mamma Francesca. Poche parole, pronunciate con la voce spezzata, per racchiudere un dolore impossibile da spiegare: «Giorgia è stato il regalo più bello che la vita ha potuto darci, ora la nostra esistenza non sarà più la stessa».
Fuori dalla chiesa, intanto, la folla ha accompagnato l’ultimo saluto. Sono stati liberati in cielo alcuni palloncini mentre l’urna con le ceneri della bambina veniva portata dalla mamma. Per qualche istante tutti hanno guardato verso l’alto, seguendo quel gesto simbolico.
Poi è arrivato un lungo applauso. Non quello della festa, ma quello con cui una comunità ha voluto stringersi ancora una volta attorno a Giorgia e alla sua famiglia. Un applauso durato alcuni istanti, prima che il silenzio tornasse a riempire il sagrato.
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