Vico Equense, l’allarme di Rosario Lotito sul futuro di Marina d’Equa: “No alla privatizzazione della spiaggia di Seiano”
La tutela dei beni comuni torna al centro del dibattito pubblico in Penisola Sorrentina. A sollevare nuovamente l’attenzione sulla questione è Rosario Lotito, osservatore attento delle dinamiche sociali e ambientali del territorio, che attraverso un suo intervento sui social richiama l’attenzione sul futuro di Marina d’Equa, la spiaggia di Seiano, e sul progetto di finanza che potrebbe modificarne la gestione.
Nel suo post Lotito pone interrogativi sul rapporto tra sviluppo, interesse privato e diritto della collettività alla fruizione degli spazi pubblici, evidenziando il timore che un intervento presentato come occasione di riqualificazione possa tradursi, secondo la sua visione, in una progressiva sottrazione di aree oggi accessibili ai cittadini: «NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DI MARINA D’EQUA.
Cos’è davvero il project financing?
Spesso viene presentato come un’opportunità di sviluppo, ma in casi come questo rischia di rivelarsi solo un modo elegante per sottrarre beni pubblici ai cittadini. Il meccanismo è semplice: il privato mette i capitali e il Comune concede in cambio una parte del proprio territorio.
In questo momento, parliamo di Marina d’Equa, la spiaggia di Seiano.
In queste ore sta circolando un video promozionale che dipinge una realtà idilliaca: un progetto apparentemente bellissimo, pieno di spazi comuni e tutto a favore della cittadinanza.
Ma la realtà è ben diversa. Quei pochi spazi rimasti ancora liberi e fruibili a tutti verranno completamente privatizzati, recintati e chiusi al pubblico.
Una vera e propria vergogna di fronte alla quale la cittadinanza non può restare inerme.
Siamo davanti a un vero e proprio “assalto alla diligenza”. Il mare, la spiaggia e i beni demaniali appartengono a tutti noi. Un’amministrazione comunale non è la proprietaria assoluta di un territorio e non può disporne a proprio piacimento, magari per favorire cerchie di amici. Il suo unico dovere è gestire e tutelare il bene pubblico nel miglior modo possibile.
Questo progetto di finanza, di cui oggi si parla così intensamente, risale al 2023. Parliamo di un piano depositato in Comune tre anni fa.
Oggi, proprio alla fine della legislatura, questa amministrazione si mostra sorda agli appelli della piazza; finge di non capire e accelera i tempi per l’ennesima volta, nel tentativo di privare i cittadini di un loro diritto fondamentale.
Dobbiamo ribellarci e far sentire forte la nostra voce. Se questo progetto di finanza venisse approvato, la Marina d’Equa sarà ulteriormente privatizzata e sottratta definitivamente alla collettività.
È giunto il momento di scendere in piazza e difendere ciò che ci appartiene».
Le parole di Rosario Lotito riaprono dunque un confronto destinato a coinvolgere cittadini, istituzioni e tutti coloro che hanno a cuore la tutela del territorio. La vicenda di Marina d’Equa si inserisce in un dibattito più ampio che riguarda il delicato equilibrio tra valorizzazione degli spazi pubblici e salvaguardia della loro funzione collettiva.
Il futuro di uno dei luoghi più rappresentativi della costa sorrentina diventa così una questione che va oltre il singolo progetto: riguarda il modo in cui una comunità immagina il proprio rapporto con il mare, con il paesaggio e con quei luoghi che, da generazioni, rappresentano patrimonio condiviso. Il confronto è aperto e sarà il tempo, insieme alle decisioni delle istituzioni, a determinare quale sarà il destino di Marina d’Equa.
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