Vico Equense, a Marina di Aequa scatta il sequestro dell’area del Pino del Pezzolo: si complica la vicenda della passerella
Vico Equense. Si arricchisce di un nuovo capitolo la controversa vicenda che da mesi interessa il tratto costiero di Marina di Aequa. Nelle ultime ore, su disposizione della magistratura, i Carabinieri della Stazione di Vico Equense hanno eseguito il sequestro penale dell’area che circonda il celebre Pino del Pezzolo, imponendo il divieto assoluto di accesso alla zona interessata.
Il provvedimento rappresenta un ulteriore sviluppo in una questione che intreccia aspetti urbanistici, ambientali e di sicurezza pubblica. L’area è infatti al centro del dibattito nato attorno alla realizzazione di una passerella che, fin dall’avvio dei lavori, ha suscitato contestazioni e richieste di chiarimento da parte di cittadini e associazioni locali.
Secondo quanto emerge, l’intervento dell’Autorità Giudiziaria sarebbe strettamente collegato proprio alle attività svolte nel sito interessato dall’opera. Con l’apposizione dei sigilli viene di fatto congelata ogni possibilità di intervento o modifica dello stato dei luoghi fino a nuove disposizioni.
La vicenda appare particolarmente delicata anche alla luce delle criticità già evidenziate in passato. La porzione di costa interessata dal cantiere ricade infatti in un’area da tempo sottoposta a limitazioni a causa delle condizioni di instabilità del versante sovrastante. Circostanza che aveva portato all’adozione di specifici provvedimenti amministrativi finalizzati alla tutela della pubblica incolumità.
Proprio questo elemento è al centro delle osservazioni avanzate da residenti e osservatori, che si interrogano sulla compatibilità dei lavori con le prescrizioni già esistenti. L’esecuzione dell’opera in una zona considerata a rischio aveva infatti alimentato polemiche e richieste di verifica da parte degli enti competenti.
A rendere ancora più complesso il quadro vi è la situazione del Pino del Pezzolo, considerato uno degli ultimi simboli storici del litorale. L’albero era già oggetto di un’ordinanza comunale che imponeva alla proprietà privata interventi urgenti di messa in sicurezza, a seguito delle problematiche generate dal cedimento del muro di contenimento sottostante.
Oggi, però, la tutela dell’esemplare arboreo sembra scontrarsi con i vincoli imposti dall’inchiesta giudiziaria. Da una parte permane la necessità di intervenire per prevenire ulteriori rischi; dall’altra il sequestro dell’area limita qualsiasi attività operativa. Un intreccio di obblighi e divieti che rischia di rallentare ulteriormente la soluzione di una vicenda destinata a rimanere al centro dell’attenzione pubblica nelle prossime settimane.
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