Si finge carabiniere e rapina un’anziana della penisola sorrentina: 38enne condannato a cinque anni di reclusione
Ha utilizzato il nome dei Carabinieri e persino quello del figlio della vittima per mettere a segno una rapina ai danni di un’anziana di 89 anni. Un raggiro studiato per sfruttare la paura e la fiducia di una persona particolarmente vulnerabile conclusosi con la sottrazione di un ingente quantitativo di preziosi e denaro contante.
Per la vicenda, avvenuta lo scorso maggio nella penisola sorrentina, il Tribunale di Torre Annunziata ha condannato a cinque anni di reclusione un uomo di 38 anni, originario di Qualiano, ritenuto responsabile del reato di rapina.
Tutto era cominciato con una telefonata. Dall’altra parte della linea il trentottenne si era presentato come un carabiniere della caserma di Sorrento, sostenendo anche di conoscere personalmente il figlio dell’anziana. Per rendere ancora più credibile la messinscena aveva raccontato alla donna che a Castellammare di Stabia era stato commesso un furto utilizzando un’automobile con una targa corrispondente a quella della sua vettura. Un episodio inventato ma sufficiente a generare preoccupazione nella pensionata. Il sedicente militare aveva poi aggiunto che il figlio della donna si trovava in caserma per essere ascoltato in relazione alla vicenda. Una circostanza completamente falsa, costruita per convincere l’89enne che fosse necessario collaborare con chi si era presentato alla sua porta.
Il passaggio successivo è stato l’incontro nell’abitazione della vittima. Una volta entrato, il falso carabiniere avrebbe sostenuto che fosse necessario effettuare una verifica dei beni presenti in casa, chiedendo alla donna di mostrare denaro e oggetti preziosi. Davanti alle prime esitazioni dell’anziana, il raggiro sarebbe degenerato in intimidazioni. L’uomo avrebbe minacciato di mettere a soqquadro l’abitazione e distruggere gli oggetti presenti se la donna non avesse acconsentito alle sue richieste. Sotto pressione e convinta di avere a che fare con un rappresentante delle forze dell’ordine, la pensionata ha finito per consegnare quanto richiesto. Il bottino è stato particolarmente consistente: circa due chilogrammi di gioielli, oltre a una somma di denaro contante.
Dopo aver scoperto di essere stata ingannata, la donna ha denunciato l’accaduto ai veri Carabinieri. Le indagini condotte dai militari della Compagnia di Sorrento hanno permesso di ricostruire le modalità della rapina e risalire all’autore della rapina. Il procedimento si è concluso davanti al Tribunale di Torre Annunziata con la condanna dell’imputato a cinque anni di reclusione. Nel processo l’anziana si è costituita parte civile ottenendo il riconoscimento delle proprie ragioni.
Gli accertamenti proseguono inoltre per verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone nell’organizzazione del colpo.
La vicenda riporta l’attenzione su una delle tecniche più insidiose utilizzate dai truffatori: fingersi appartenenti alle forze dell’ordine per entrare in contatto con le persone anziane, facendo leva sulla paura di presunti problemi giudiziari che coinvolgerebbero i familiari.
È importante ricordare che i Carabinieri non chiedono ai cittadini di consegnare denaro o gioielli per presunte verifiche investigative. In caso di telefonate sospette o richieste di questo genere, è fondamentale interrompere il contatto e rivolgersi direttamente al 112.
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