Positano, la frana di via Monsignor Saverio Cinque e i giorni della paura: il racconto di chi vive il paese
Ci sono strade che non sono semplicemente strade. Sono collegamenti vitali, percorsi quotidiani che uniscono persone, famiglie, attività e comunità. Per noi che viviamo a Positano, via Monsignor Saverio Cinque è una di queste.
La frana che venerdì scorso ha interessato l’arteria che collega il centro cittadino alle frazioni di Montepertuso e Nocelle non ha provocato soltanto l’interruzione della viabilità. Ha riportato alla luce una sensazione che in Costiera Amalfitana conosciamo bene: quella fragilità del territorio con cui siamo costretti a convivere e che, ogni volta che si manifesta, lascia dietro di sé paura, preoccupazione e inevitabili disagi. Per chi vive a Montepertuso o a Nocelle quella strada rappresenta il principale collegamento con Positano. Da venerdì tutto è diventato più complicato. Gli spostamenti richiedono più tempo, più organizzazione e, spesso, anche una buona dose di pazienza. Ci sono lavoratori che devono raggiungere il centro, famiglie che accompagnano i figli, anziani che necessitano di assistenza, attività economiche che dipendono dal passaggio quotidiano di persone e merci.
Quando la notizia della frana ha iniziato a diffondersi, nel tardo pomeriggio di venerdì, in molti hanno immediatamente cercato informazioni, telefonando ad amici e parenti o consultando i social network per comprendere l’entità dell’accaduto. In quei momenti concitati l’attenzione di tutti era rivolta soprattutto alle possibili conseguenze dell’evento. Solo dopo aver appreso che non vi erano persone coinvolte e che la situazione era sotto controllo dal punto di vista della sicurezza, si è iniziato a comprendere la portata dei problemi che l’interruzione della strada avrebbe inevitabilmente comportato per residenti, lavoratori e visitatori.
Perché per chi vive qui, quella strada non è soltanto asfalto che collega due punti sulla mappa. È un pezzo della nostra quotidianità, della nostra vita e del legame che unisce Positano alle sue splendide frazioni di Montepertuso e Nocelle
Da quel momento è iniziata una nuova fase, fatta di preoccupazioni pratiche ma anche di interrogativi sul futuro immediato. Quanto tempo sarà necessario per ripristinare la viabilità? Quali saranno le alternative per raggiungere Montepertuso e Nocelle? Come verranno gestiti gli spostamenti nei giorni più intensi della stagione turistica?
Sono domande che in queste ore accompagnano le conversazioni nei bar, nelle piazze, nei negozi e lungo le stradine del paese. Perché Positano sta vivendo uno dei momenti più importanti dell’anno dal punto di vista turistico e ogni difficoltà logistica rischia di avere ripercussioni significative.
I disagi sono evidenti. Chi risiede nelle frazioni deve fare i conti con percorsi più lunghi e complessi. Molti lavoratori sono costretti a modificare i propri orari e a organizzare diversamente gli spostamenti. Le attività commerciali e ricettive cercano di gestire le inevitabili difficoltà legate all’arrivo e alla partenza degli ospiti. Anche per i turisti, soprattutto quelli che soggiornano a Nocelle e Montepertuso, la situazione richiede pazienza e spirito di adattamento.
Eppure, come spesso accade nei momenti difficili, emerge anche il lato migliore della comunità. In questi giorni si sono moltiplicati i gesti di disponibilità reciproca. C’è chi si offre di accompagnare persone anziane o con difficoltà motorie, chi aiuta i visitatori a orientarsi tra percorsi alternativi e chi mette a disposizione il proprio tempo per agevolare chi si trova in una situazione di disagio.
La frana ha riportato inevitabilmente l’attenzione sulla fragilità di un territorio straordinario ma complesso. Vivere in Costiera Amalfitana significa convivere ogni giorno con una natura generosa e spettacolare, ma anche con le criticità legate alla conformazione del territorio. Le montagne che rendono unico questo paesaggio sono le stesse che, in determinate condizioni, possono trasformarsi in un elemento di rischio.
Per questo motivo, accanto alla comprensibile preoccupazione del momento, emerge la consapevolezza dell’importanza della prevenzione, della manutenzione e del monitoraggio costante del territorio. Temi che tornano periodicamente al centro del dibattito pubblico ogni volta che si verifica un evento come quello di venerdì scorso.
Nel frattempo Positano prova ad andare avanti. Lo fa con la resilienza che da sempre caratterizza le comunità costiere, abituate a confrontarsi con le difficoltà senza perdere la propria identità. Lo fa attraverso il lavoro delle istituzioni, dei tecnici e degli operatori impegnati nel ripristino delle condizioni di sicurezza. Lo fa grazie ai cittadini che, pur tra mille inconvenienti, continuano a dimostrare pazienza e senso di responsabilità.
La speranza condivisa da tutti è che si possa tornare presto alla normalità. Non soltanto per una questione di comodità o di viabilità, ma perché via Monsignor Saverio Cinque rappresenta un collegamento vitale tra Positano e le sue frazioni. È una strada che unisce persone, storie e quotidianità.
E forse proprio questa vicenda ci ricorda quanto siano preziosi quei percorsi che spesso diamo per scontati. Ci accorgiamo della loro importanza solo quando vengono a mancare. Oggi Positano attende la riapertura della sua strada, ma nel frattempo continua a dimostrare che, anche nelle difficoltà, la forza di una comunità può essere il collegamento più importante di tutti.






