Positano, al Museo Archeologico Romano un prezioso viaggio nella storia: il piatto da pesce del IV secolo a.C. racconta archeologia, ritualità e tutela del patrimonio
Tra i tesori custoditi dal Museo Archeologico Romano (MAR) di Positano c’è un reperto di straordinario fascino, capace di raccontare un passato lontano attraverso la raffinatezza della sua forma e il valore storico che custodisce. Si tratta di un elegante piatto da pesce risalente al IV secolo a.C., una particolare tipologia ceramica molto diffusa nell’Italia meridionale durante l’età antica.
Un oggetto apparentemente semplice, ma ricco di significati: questi manufatti, infatti, sono stati ritrovati soprattutto all’interno di contesti funerari, dove accompagnavano i defunti nel loro viaggio simbolico e rappresentavano elementi legati alla ritualità e alle pratiche del mondo antico.
Lo splendido esemplare conservato al MAR Positano è oggi uno dei reperti più interessanti della collezione museale. La sua storia si intreccia anche con il tema fondamentale della tutela del patrimonio culturale: il piatto è stato infatti recuperato dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri, impegnato nella salvaguardia dei beni archeologici e artistici del nostro Paese.
Oggi il reperto trova spazio nella suggestiva Cripta Medievale del Museo Archeologico Romano di Positano, un ambiente di grande atmosfera che contribuisce a rendere ancora più emozionante il percorso di visita. Qui il piatto da pesce non è soltanto un oggetto da ammirare, ma una testimonianza viva di una storia fatta di arte, cultura e memoria.
Attraverso questo prezioso manufatto è possibile avvicinarsi alla vita delle comunità del passato, comprendere le loro usanze e scoprire il legame profondo che univa gli oggetti quotidiani alla dimensione simbolica e religiosa.
Il MAR Positano continua così a offrire ai visitatori un’esperienza unica, dove archeologia e suggestione si incontrano in un viaggio nel tempo tra reperti, racconti e testimonianze di civiltà antiche.
Un invito, dunque, a visitare il museo e lasciarsi sorprendere da questo e dagli altri affascinanti reperti custoditi al suo interno: piccoli frammenti di storia che, ancora oggi, continuano a parlare e a raccontare la ricchezza del patrimonio culturale della Costiera Amalfitana.
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