Porto turistico di Capri, bufera sulle assegnazioni dei posti barca: interviene l’imprenditore Silvio Staiano
A Capri si accende una nuova polemica sulla gestione dei posti barca nel porto turistico, tema da sempre centrale per l’economia e gli equilibri locali. A sollevare il caso è stato l’imprenditore Silvio Staiano – patron del marchio di orologeria Capri Watch – che con un lungo e duro intervento pubblico ha puntato l’attenzione su presunte criticità legate alle procedure di assegnazione, chiamando in causa amministratori e vertici della società di gestione.
Il postmette in discussione la trasparenza del sistema e solleva interrogativi su possibili squilibri nell’accesso a una risorsa strategica per l’isola. Al centro della contestazione non solo il metodo utilizzato per definire le graduatorie, ma anche il ruolo di alcuni esponenti istituzionali coinvolti nella vicenda.
L’imprenditore Silvio Staiano così scrive: «SCANDALO A CAPRI! LA “BOMBA” DEI POSTI BARCA ASSEGNATI E’ ESPLOSA TRA LE DITA DELLE MANI DELLE MASSIME CARICHE PUBBLICHE!
ORAMAI SONO ALLE STRETTE! MESSI ALL’ANGOLO DALLA LORO STESSA GESTIONE: NON SANNO PIU’ COME USCIRNE, COME “SALVARE” LA LORO CARRIERA!
Tutti insieme ed appassionatamente son rimasti con le dita “flagellate dalla potente metaforica deflagrazione”: il sindaco Paolo Falco, il vice sindaco BOZZAOTRE Roberto, l’amministratore pubblico “ASSOPIGLIATUTTO”, AVELLINO Mirko, il Presidente del Porto Turistico Spa: FEDERICO Augusto.
SONO OBBLIGATI DALLA LEGGE: UNO DEI DUE DEVE DIMETTERSI URGENTEMENTE!
Tra Paolo Falco e Mirko Avellino uno dei due deve dare le dimissioni per questa gara blindata che grida vendetta in tutte le sedi! Tra tutte, quella degli esclusi presi in giro e umiliati dall’arroganza e dalla prepotenza.
Veniamo ai fatti, dopo aver studiato ed esaminato con attenzione il regolamento per le varie assegnazioni è emerso senza alcun dubbio che non ci troviamo di fronte a un regolamento “sbagliato”, ma palesemente orientato a favorire il mantenimento dello status quo di alcuni, impedendo di fatto l’accesso al bene pubblico di inestimabile valore a tutti gli altri, annullando di fatto il libero mercato. Pochi spiccioli per pochi fortunati e tagliati fuori i gli altri cittadini e altri imprenditori, a tutto vantaggio di una ristretta cerchia di assegnatari storici.
La situazione riguardo al conflitto di interessi, descritta dai dati che emergono dalle tabelle, configura un quadro di GRAVITA’ INAUDITA!
Basta scorrere velocemente i nominativi degli assegnatari delle graduatorie per comprendere che, tutti i principi enunciati dall’art. 1 cui è vincolato l’Ente Pubblico e il PTC vedono completamente assenti la Imparzialità ed il Libero Mercato. A voler esser buoni, ci troviamo di fronte ad un OLIGOPOLIO! Poche famiglie pochi nominativi a capo di un “impero”.
Mentre, completamente violate sono la RAGIONEVOLEZZA E LA PROPORZIONALITA’: il sistema (o meglio il “sistema”) del malus e dei bonus rende impossibile l’ingresso di nuovi cittadini e imprenditori, non garantisce la rotazione e CONCEDE blocchi di posti barca alle stesse persone o famiglie! Viene gestito il porto Pubblico come se fosse un condominio.
Ma l’aspetto più grave di questo scandalo alla luce del sole riguarda IL MACRO-CONFLITTO DI INTERESSI DI AVELLINO MIRKO.
AVELLINO Mirko è un amministratore pubblico del Comune di Capri con deleghe specifiche al Demanio Marittimo e al Borgo Marinaro, e risulta assegnatario (insieme a parenti) di svariati posti barca – ci troviamo di fronte alla violazione più grave dell’impianto normativo italiano in materia di pubblica amministrazione.
La legge impone agli amministratori pubblici il dovere di astenersi da decisioni, atti o regolamenti in cui abbiano un interesse personale o dei propri congiunti! Siamo all’ABC della Politica ma non della “politica” guidata da questi recidivi politici (amministrazione 2014-2019).
Un pubblico amministratore che gestisce politicamente le direttive sul demanio non può essere al contempo un “Cliente” (per di più in posizione di monopolio/oligopolio) dell’ente strumentale, la P.T.C., che gestisce quel demanio. È il controllore che assegna benefici a sé stesso e alla sua famiglia: SIAMO ALL’INVEROSIMILE, SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI!
La domanda adesso è: Cosa dovrebbe accadere adesso?
Per non creare danni irreparabili le istituzioni hanno l’obbligo di agire immediatamente prima che i contratti vengano firmati, con l’AUTOTUTELA che è una facoltà di ritirare un atto ILLEGITTIMO!
Cosa dovrebbe fare Mirko Avellino? Ha il dovere istituzionale e morale di dare immediatamente le dimissioni dalle sue deleghe (o quantomeno di rimetterle nelle mani del Sindaco) e di rinunciare formalmente a tutti i posti barca assegnati a lui, per incompatibilità evidente!
Cosa dovrebbero fare il Sindaco FALCO e il vicesindaco BOZZAOTRE? Devono ritirare immediatamente le deleghe all’amministratore coinvolto nello scandalo. Inoltre, in qualità di soci unici della P.T.C., devono convocare immediatamente i vertici della società e “ordinare” il ritiro del Regolamento e l’annullamento della procedura, pena l’omessa vigilanza.
Cosa dovrebbe fare invece il Presidente della nostra PTC SPA, FEDERICO Augusto? invece di far firmare i contratti e consolidare il danno, deve invocare l’autotutela: sospendere l’efficacia delle graduatorie, annullare il bando per violazione delle direttive europee sulla concorrenza e per difetto di imparzialità, e redigere un nuovo regolamento che limiti (es. massimo un posto per persona/nucleo) le assegnazioni.
Poi se non si ha a cuore Capri ma solo il Potere sfrontato/sfacciato e allora vuol dire che si vogliono “suicidare” politicamente e attendere che a fermarli siano le Autorità preposte!».
L’intervento di Staiano porta all’attenzione pubblica alcuni nodi rilevanti. In primo luogo, emerge il tema dell’equità nell’accesso a risorse limitate e strategiche come gli ormeggi, che rappresentano non solo un servizio ma anche un’opportunità economica significativa. La questione sollevata riguarda infatti il possibile squilibrio tra operatori storici e nuovi soggetti, con il rischio di una concentrazione che potrebbe limitare la concorrenza.
Altro punto centrale è quello della separazione tra ruoli pubblici e interessi privati. Le osservazioni contenute nel post pongono l’accento sulla necessità, per chi ricopre incarichi istituzionali, di mantenere una posizione di assoluta imparzialità, soprattutto in ambiti delicati come la gestione del demanio marittimo.
Infine, la vicenda richiama il tema della trasparenza amministrativa e della credibilità delle istituzioni locali. In contesti come quello di Capri, dove turismo ed economia del mare sono strettamente intrecciati, ogni scelta legata alla gestione degli spazi portuali assume un valore particolarmente sensibile.
Resta ora da capire se e come le istituzioni coinvolte risponderanno alle accuse, e se la questione porterà a verifiche, chiarimenti o eventuali interventi correttivi. In ogni caso, il dibattito è destinato a proseguire, con riflessi che potrebbero andare ben oltre la singola vicenda dei posti barca.
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