Piano di Sorrento, il dolore dei familiari di Greta Astarita e la richiesta del silenzio stampa
Piano di Sorrento. La famiglia della 33enne Greta Astarita sceglie di intervenire pubblicamente attraverso il proprio avvocato, Ivan Giannino, per mettere un punto fermo sul rapporto con gli organi di informazione. I parenti della donna hanno comunicato la decisione di non rilasciare interviste né commenti sulla tragedia che li ha colpiti.
Greta, al settimo mese di gravidanza. è deceduta all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Con lei è morto anche il bambino che portava in grembo, il piccolo Nicolò. La donna lascia un’altra figlia ancora piccola, mentre i suoi familiari si trovano ad affrontare un dolore profondo e difficile da esprimere.
Attraverso una nota diffusa dal legale i congiunti hanno voluto chiarire che, in questa fase, non intendono avere contatti con la stampa. Una scelta dettata dalla necessità di proteggere la propria intimità e custodire il ricordo dei loro cari, lontano da ulteriori pressioni.
Nel documento l’avvocato Giannino si fa portavoce della richiesta della famiglia, rivolgendo un invito esplicito a giornalisti, redazioni e professionisti dell’informazione affinché venga rispettato il silenzio richiesto dai parenti.
La famiglia chiede che non ci siano iniziative intrusive, tentativi insistenti di ottenere dichiarazioni o presenze nei pressi delle abitazioni private. L’obiettivo è impedire che una vicenda già dolorosissima diventi motivo di esposizione mediatica e di ricostruzioni non verificate.
I familiari sottolineano inoltre di non voler alimentare dibattiti pubblici né intervenire sulle circostanze della tragedia attraverso i mezzi di comunicazione. Per loro, in questo momento, la priorità resta il rispetto della memoria di Greta e del piccolo Nicolò, insieme alla tutela della riservatezza di chi è rimasto.
Nella comunicazione trova spazio anche un passaggio sulla fiducia riposta nell’attività delle istituzioni. La famiglia auspica che ogni elemento utile venga esaminato nelle sedi competenti e che siano la magistratura e le forze dell’ordine a ricostruire i fatti e ad accertare eventuali responsabilità.
Secondo quanto riportato nella nota, un confronto mediatico basato su indiscrezioni o informazioni incomplete rischierebbe soltanto di aggravare la sofferenza dei congiunti, senza contribuire all’accertamento della verità. Da qui la richiesta di evitare anticipazioni, interpretazioni parziali e qualsiasi forma di processo pubblico che possa sovrapporsi al lavoro degli organi istituzionali.
La famiglia affida infine alla sensibilità e alla correttezza professionale degli operatori dell’informazione il compito di accogliere la richiesta. Il legale precisa che non sono previste ulteriori comunicazioni ufficiali e che nessuno è autorizzato a parlare a nome dei familiari senza il loro consenso.
Un messaggio netto, dunque, che non entra nel merito della vicenda ma stabilisce un confine preciso: il diritto di cronaca, di fronte a una tragedia familiare, deve accompagnarsi al rispetto della dignità e della sofferenza delle persone coinvolte.
Per i familiari di Greta Astarita, in questo momento, la priorità è poter vivere il lutto lontano dai riflettori, confidando che siano le istituzioni preposte a fare piena luce sull’accaduto.
Iscriviti al gruppo Facebook di Posideo per non perdere nessun contenuto




