La lettera di Monsignor Orazio Soricelli alle mamme per la loro festa: «Sorgenti di vita e custodi di amore»
Monsignor Orazio Soricelli, Arcivescovo della Diocesi Amalfi-Cava de’ Tirreni, in occasione della Festa della Mammaha rivolto un messaggio intenso e profondamente spirituale a tutte le madri. Una lettera che non si limita agli auguri ma che diventa riflessione sul valore della maternità, sulla forza silenziosa delle donne e sul ruolo insostituibile delle mamme in una società spesso segnata da smarrimento, paure e solitudini.
Nel suo testo l’Arcivescovo descrive le mamme come presenza concreta dell’amore di Dio nella quotidianità: custodi della fede, della speranza e della tenerezza. Parole che attraversano la gioia e il dolore, pensando anche alle madri che vivono la malattia, il lutto, l’attesa o la fatica nascosta dietro la normalità di ogni giorno.
Monsignor Soricelli scrive: «Carissime mamme,
in questo giorno di gratitudine e di memoria, desideriamo raggiungervi con una parola che porta con sé la riconoscenza della nostra Chiesa che è in Amalfi-Cava de’ Tirreni. Non è un augurio di circostanza, ma un atto di stima profonda: siete voi il riflesso più limpido della promessa che Gesù fa nel Vangelo di questa domenica: «Non vi lascerò orfani» (Gv14,18).
Vediamo in ciascuna un frammento di Vangelo nella storia; c’è una santità feriale nel vostro muovervi nella vita di ogni giorno, siete la liturgia del quotidiano, quella trama di gesti semplici, e a volte invisibili, dove Dio si nasconde per amare.
In questo tempo inquieto, ferito da fragori di guerre, segnato da pesanti incertezze e smarrito dietro la luce gelida degli schermi, voi restate l’unico sguardo che riporta alla realtà. Siete la voce che chiama per nome, la mano che tiene insieme i fili di famiglie stanche, il cuore che continua ad infondere fiducia e speranza custodendo la fede come una piccola fiammella che i venti del tempo presente non riescono a spegnere.
Cristo ci ha promesso il Consolatore, il Suo Spirito. E voi, mamme, ne siete la carezza visibile perché riuscite a far sentire ai vostri figli che, qualunque cosa accada, c’è un luogo dove sono attesi e amati.
Oggi il nostro pensiero va particolarmente a chi tra voi porta il peso della prova.
A voi, che accudite la fragilità, che trasformate la paura in preghiera e la stanchezza in unguento: siete forza silenziosa che Dio osserva con commozione.
A voi, che guardate al Cielo e portate nel cuore un figlio che vive già nell’Eterno: il vostro amore non è interrotto, è diventato luce che vi precede e silenzio abitato da Dio. Le vostre lacrime sono perle raccolte nelle Sue mani.
A voi, che abitate l’attesa tra sogno e timore: il vostro desiderio è già culla, e Dio conosce il nome della vostra speranza prima ancora che sia pronunciato da voi.
Care mamme, ricordate sempre che nulla sfugge allo sguardo del Padre: non la stanchezza celata dietro un sorriso, non la solitudine che vi sfiora quando la casa è piena di rumori ma povera di ascolto, né la paura che vi attraversa quando il mondo sembra troppo grande per i vostri figli.
In questo cammino non siete sole. Accanto a voi cammina Maria, mamma che conosce la gioia e la spada, il dubbio e la fedeltà. Lei, che ha custodito tutto nel silenzio del suo cuore, vi accompagna con passo discreto, entra nelle vostre case, siede accanto alle vostre fatiche e vi prende per mano, insegnandovi l’arte di affidarvi e di credere che ogni vostro “sì” è un atto d’amore che salva il mondo.
Voi siete albe che tornano anche quando la notte sembra infinita, siete argilla che Dio modella per farne consolazione, siete poesia fatta di mani che accarezzano, di occhi che comprendono, di cuori che perdonano.
A voi, auguriamo di vedervi con gli occhi di Dio; di non sentirvi mai sole nel vostro dono e di riscoprire ogni giorno, nella preghiera e negli occhi di chi amate, la bellezza del riflesso dell’Amore che portate in volto.
Finché ci sarà una mamma che ama e prega, il mondo continuerà a sperare.
Buona festa a voi, sorgenti di vita e custodi di amore!
Con profonda gratitudine e preghiera».
La lettera di Monsignor Soricelli riesce a parlare non soltanto ai credenti ma a chiunque riconosca nella maternità una delle espressioni più autentiche della cura e della dedizione. In un tempo dominato dalla velocità e dall’individualismo, il richiamo alla presenza silenziosa delle mamme assume un valore ancora più forte: sono loro, spesso lontano dai riflettori, a custodire gli affetti, a sostenere le fragilità e a mantenere viva la speranza dentro le famiglie.
Il messaggio dell’Arcivescovo invita anche a guardare con maggiore attenzione alle fatiche nascoste di tante donne, valorizzando una quotidianità fatta di sacrifici, ascolto e amore concreto. Non celebrazione retorica, dunque, ma riconoscimento sincero di una missione umana e spirituale che continua a essere fondamentale per il futuro della comunità.
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