Il caso Giovanna Bifulco Accardi scuote l’Italia: tra malasanità e malagiustizia
Il Ricordo di Giovanna, un Paese Intero Chiede Verità, Giustizia DIREZIONE NAZIONALE, 10 Maggio 2026 – La notizia è esplosa sul web in questi giorni ed è già diventata un caso di rilevanza nazionale: il dramma della Famiglia Bifulco-Accardi sta correndo di bacheca in bacheca, seguitissimo da milioni di utenti che chiedono a gran voce risposte. Quella che doveva essere una tragica vicenda di Malasanità si è trasformata, dopo 22 anni di odissea processuale, in un manifesto contro la Malagiustizia. La Fermezza della Famiglia e il Ruolo dei Legali Studio Associati Avvocati Maior: In un contesto mediatico spesso caotico, il comportamento della famiglia Bifulco-Accardi è stato definito dagli osservatori e dalla stampa come un esempio di straordinaria e intoccabile riservatezza. La famiglia, infatti, ha scelto di non rilasciare interviste televisive né telefoniche, preferendo il silenzio dignitoso alla sovraesposizione. A parlare in loro vece è esclusivamente lo Studio Associati Avvocati Maior, con i legali Pierlorenzo Catalano, Michele Francesco Sorrentino, Filippo Castaldo e il medico legale Dott. Marcello Lorello. Il team ha visionato tutti i gradi di processi giuridici definiti come un intreccio di Malasanità e Malagiustizia, caratterizzati da CTU descritte come false, ideologiche, contraddittorie e confuse, che non rispettano l’esame autoptico. Lo Studio legale Maior ha inviato un’informativa dettagliata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Ministro della Giustizia Carlo Nordio per denunciare anomalie sistemiche nei processi. L’Accusa: Una “Verità” Negata dalle Carte. Il cuore della denuncia dello Studio Maior riguarda le CTU (Consulenze Tecniche d’Ufficio), descritte dai legali come prive di rigore scientifico. Secondo la ricostruzione, Giovanna Bifulco Accardi, nonostante presentasse vomito, diarrea e difficoltà respiratorie per tre giorni, fu curata in casa ricevendo una visita medica soltanto il primo giorno. Successivamente, altri medici chiamati in soccorso prescrissero farmaci per telefono (terapie intramuscolari a forti dosaggi, mattina e sera) senza mai visitarla. Anche la Guardia Medica di San Giuseppe Vesuviano e la Guardia Medica di Terzigno avrebbero riprescritto i farmaci a distanza, senza alcuna diagnosi o monitoraggio, lasciandola esposta a complicazioni fatali. L’accusa è netta: le perizie d’ufficio non avrebbero rispettato i riscontri dell’esame autoptico, ignorando evidenze scientifiche che smentiscono la tesi di una morte per “fatalità improvvisa”. Secondo lo Studio Maior, il caso è stato sepolto da decenni di silenzio nonostante le gravi omissioni mediche. La famiglia Bifulco-Accardi contesta oggi l’operato che ha portato all’archiviazione del caso, definendolo un insulto al senso del diritto.Giovanna: Un Angelo che non Smette di Sorridere. Ma dietro i codici e le perizie, resta il ricordo straziante di Giovanna. Una donna che, a soli 40 anni, è stata strappata alla vita lasciando un vuoto incolmabile. Pensare a Giovanna oggi significa ricordare il suo spirito vitale, la sua dolcezza e quel futuro che le è stato negato da una catena di errori diagnostici. Il cuore si spezza nell’immaginare i suoi ultimi giorni, trascorsi tra prescrizioni telefoniche inadeguate e l’assenza di un ricovero tempestivo: quando il 118 la trasportò alla Clinica Santa Lucia di San Giuseppe Vesuviano, era ormai troppo tardi. Il pianto della famiglia Bifulco-Accardi è il pianto di chi sa che nessuna sentenza potrà restituire Giovanna, ma che non smetterà mai di combattere affinché il suo nome sia sinonimo di una verità finalmente riconosciuta. La sua assenza” oggi più forte che mai, sostenuta da un web che non ha intenzione di dimenticare il suo sorriso.
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