Castellammare di Stabia, il carottese don Alfonso De Gregorio lascia la parrocchia di Moscarella: «Ho bisogno di riquadrare la mia vita e la mia vocazione»
È arrivato a Castellammare di Stabia meno di un anno fa, accolto con entusiasmo dalla comunità del quartiere Moscarella. Oggi don Alfonso De Gregorio, 39 anni, originario di Piano di Sorrento, annuncia la sua autosospensione dall’incarico di parroco della chiesa del Gesù Buon Pastore.
Una decisione comunicata direttamente ai fedeli durante la celebrazione, con parole che hanno colto tutti di sorpresa: «Devo riquadrare la mia vita». Il sacerdote, al suo primo incarico da parroco, ha scelto di fermarsi per un periodo di riflessione personale e vocazionale.
Don Alfonso, che svolge anche il ruolo di psicologo in diverse scuole, ha voluto chiarire che la sua scelta non è legata alle difficoltà del quartiere, una delle realtà più complesse della periferia stabiese, né alla presenza della criminalità organizzata.
A Moscarella era arrivato lo scorso settembre, prendendo il posto di don Antonio Santarpia, parroco per quarant’anni prima del pensionamento. In questi mesi aveva costruito un rapporto profondo con i fedeli, che hanno accolto con sorpresa e commozione il suo annuncio.
Nella lettera rivolta alla comunità, don Alfonso ha spiegato le ragioni della sua decisione: «Come ho appena comunicato al consiglio pastorale da domani sospendo il mio incarico di parroco di Gesù Buon Pastore. In comunione con il vescovo per un po’ di tempo la curia si occuperà di voi e non io. Ho bisogno di un po’ di tempo per riquadrare la mia vita e la mia vocazione.
Se ho imparato a conoscervi bene in questi 8 mesi circa, qualcuno potrebbe pensare che ciò avviene perché siete una comunità troppo difficile. Non è ciò che penso. Mi sono innamorato di voi fin dal primo momento e come ogni innamorato ciò che si vede, anche i difetti diventano particolari unici.
Tutto il vostro essere complessi, frastagliati, è stata la cosa che vi ha reso unici e quindi il motivo per cui vi ho amati.
Me ne vado contento di avervi conosciuti ognuno di voi e anche di essermi speso per voi. Mi avete accolto e come dico spesso mi fate sentire fin troppo lusingato di come mi volete bene.
Quindi, per piacere, non pensiate sia colpa vostra. Non lo è.
Il vostro parroco come dite è giovane e non ha la maturità e la solidità ancora per non farsi venire le crisi vocazionali.
Ma come dico sempre ai più stretti collaboratori è solo dalla crisi che si passa. Non ci sono modi per evitarle quelle personali come quelle comunitarie. Ma superate allora inizierà la vita vera.
Affrontiamola ognuno per la sua parte.
Sostenetemi nella preghiera. È l’unica cosa che vi chiedo, l’unica davvero efficace (e chi prega lo sa).
Il Signore ci farà ancora più vivi e gioiosi se restiamo con lui soprattutto nel buio».
Parole che raccontano un momento delicato del percorso umano e spirituale del giovane sacerdote, che ha scelto di condividere apertamente con la propria comunità una fase di difficoltà.
La decisione, infatti, non viene presentata come una fuga, ma come un tempo necessario per ritrovare equilibrio e interrogarsi sul proprio cammino.
Ora la curia seguirà temporaneamente la comunità del Gesù Buon Pastore, in attesa della nomina di un nuovo sacerdote che guiderà la parrocchia di Moscarella.
Resta il legame costruito in questi mesi tra don Alfonso e i suoi fedeli, una comunità che il sacerdote ha descritto come complessa ma capace di lasciare un segno profondo: «Il Signore ci farà ancora più vivi e gioiosi se restiamo con lui soprattutto nel buio».
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