“Care ò trave è fuoco a mare”: la leggenda di San Giovanni che annunciava l’estate in Costiera Amalfitana
C’è un’antica credenza popolare che per generazioni ha scandito l’arrivo dell’estate in Costiera Amalfitana, legando il mare, la tradizione e il giorno di San Giovanni Battista a un momento atteso da grandi e piccoli: il primo bagno della stagione.
Fino a non molti anni fa, infatti, nelle famiglie della Costiera esisteva una regola quasi inviolabile: niente tuffi in mare prima del 24 giugno, giorno dedicato a San Giovanni. Una consuetudine tramandata soprattutto dagli anziani che invitavano ad aspettare il momento giusto prima di entrare nell’acqua.
A custodire questa usanza era una leggenda antica, racchiusa nel detto popolare “care ò trave è fuoco a mare”. Secondo la tradizione, proprio nella notte di San Giovanni una grande trave infuocata sarebbe scesa dal cielo fino al mare, riscaldandone simbolicamente le acque e rendendole più accoglienti. Un segnale che apriva ufficialmente la stagione dei bagni, soprattutto per gli anziani, che in passato attendevano quella data prima di concedersi il piacere del mare.
La storia raccontata dai nonni aggiungeva anche un altro particolare suggestivo: insieme alla trave di fuoco sarebbero caduti dal cielo piccoli pezzi di carbone, ritrovati il giorno seguente tra la terra e la vegetazione. Elementi misteriosi che alimentavano il fascino di una notte considerata speciale.
Ma la tradizione popolare non si fermava qui. Un altro antico proverbio metteva in guardia dai pericoli del mare prima del tempo: “San Giuvann’ vò tre muort’ l’anno, uno acciso, uno scapezzato ed uno affogato”. Un modo, forse, per raccomandare prudenza e rispetto verso un elemento tanto amato quanto imprevedibile come il mare.
Accanto alla versione più legata alla paura e alla superstizione, esisteva anche un’interpretazione più religiosa della leggenda: la trave di fuoco rappresenterebbe la discesa dello Spirito Santo nelle acque, trasformando il mare in un luogo benedetto proprio nel giorno di San Giovanni Battista. Una lettura che faceva coincidere la festa con il momento ideale per immergersi.
Per tanti bambini della Costiera quella data rappresentava una vera attesa. Nei giorni più caldi di giugno, con il mare davanti agli occhi e la voglia di tuffarsi, bastava il richiamo di un genitore o di un nonno per fermare ogni entusiasmo: “Aspetta San Giovanni”.
Così il primo bagno non era solo un gesto estivo, ma un piccolo rito collettivo, un passaggio simbolico che segnava l’inizio della bella stagione. Una tradizione fatta di racconti, proverbi e memorie familiari che ancora oggi conserva il sapore autentico della cultura della Costiera Amalfitana.
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