Amalfi, sequestrate alcune strutture balneari sulla Spiaggia Grande: nuova svolta nella vicenda concessioni
Si riaccende ad Amalfi il contenzioso legato alle concessioni demaniali marittime. Nella mattinata di oggi la Capitaneria di Porto ha disposto il sequestro preventivo di diverse attività balneari presenti sulla Spiaggia Grande, intervenendo autonomamente e senza delega preventiva dell’autorità giudiziaria.
Il provvedimento riguarda gli stabilimenti Silver Moon, Marina Grande, Stella Maris e Mar di Cobalto, proprio mentre le attività avevano ripreso il lavoro con l’avvio della stagione turistica e l’aumento delle presenze in città.
Alla base dell’azione vi sarebbe l’ipotesi di occupazione senza titolo di aree appartenenti al demanio marittimo, oltre alla violazione delle norme che regolano i limiti della proprietà privata, fattispecie richiamate dall’articolo 1161 del Codice della Navigazione.
La questione si inserisce in un lungo percorso amministrativo e giudiziario sviluppatosi negli ultimi anni. Le più recenti decisioni del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, risalenti al dicembre 2025, hanno confermato la validità degli atti adottati dal Comune di Amalfi. Tra questi figura l’ordinanza emanata nel febbraio 2024 con cui l’ente comunale aveva dichiarato la decadenza delle concessioni, imponendo la restituzione delle aree interessate e, in alcuni casi, revocando anche autorizzazioni collegate alle attività commerciali.
Secondo quanto emerge, nonostante la cessazione dei titoli concessori, alcune strutture avrebbero continuato a utilizzare gli spazi demaniali. Una circostanza che ha portato al nuovo intervento delle autorità marittime.
Le origini della vicenda risalgono però a oltre dieci anni fa. Già nel 2014 il Comune aveva emesso i primi ordini di demolizione relativi a manufatti fissi installati sull’arenile. Dopo una fase iniziale di sospensione, nel 2017 il TAR si espresse nel merito autorizzando la rimozione delle opere. Un orientamento poi confermato anche dal Consiglio di Stato con una successiva sentenza del 2023.
Adesso il sequestro dovrà essere valutato dalla Procura competente: il Pubblico Ministero potrà convalidare l’atto e, se necessario, investire della questione il Giudice per le indagini preliminari.
L’operazione arriva in un momento particolarmente delicato, alle porte dell’estate, e riporta al centro dell’attenzione una controversia che coinvolge da tempo imprese, istituzioni e tribunali. Non si escludono ulteriori sviluppi già nei prossimi giorni.
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