Piano di Sorrento, don Rito Maresca: il Vangelo che smaschera il dominio e insegna il servizio
Dalla Parrocchia di Mortora, a Piano di Sorrento, arriva una riflessione intensa e controcorrente sul Vangelo del giorno. Don Rito Maresca, amministratore parrocchiale della comunità, invita a non addolcire le parole di Gesù e a non svuotarle della loro forza. Il suo è un richiamo diretto, che intreccia fede e vita concreta, spiritualità e responsabilità civile. Perché — ricorda — il Vangelo non è neutrale: prende posizione, smaschera le logiche di dominio e indica una via alternativa fondata sul servizio.
Don Rito scrive: «Il Vangelo non è neutrale: smaschera il potere che domina e indica il potere che serve.
«Voi sapete che i governanti delle nazioni dominano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà vostro schiavo» (Mt 20,25-27).
Scusate il post “politico”. Ma anche Gesù ha uno sguardo politico, nel senso più alto: riguarda la polis, la vita insieme, e la dignità dei piccoli.
Gesù conosceva bene una terra contesa e schiacciata dai grandi imperi: Egitto, Assiria, Babilonia, Persia, poi il mondo greco e infine Roma. E in mezzo, sempre lo stesso copione: chi sta in alto decide, chi sta in basso paga.
Oggi non è diverso. Vediamo ancora capi che usano la violenza come strumento, propaganda come anestesia, e “pace” come parola da brandire mentre la gente continua a morire. Anche quando si costruiscono tavoli e “board” che pretendono di ridisegnare il futuro, la domanda è semplice: chi viene ascoltato? chi resta fuori? chi porta addosso il prezzo?
Alla fine, però, la frase che inchioda tutti — me per primo — è questa: “Tra voi non sarà così”.
Cioè: non usare lo stile del mondo. Non dominare. Non opprimere. Non schiacciare. Non alzarti sulla fragilità altrui.
Perché anche tu sei un leader, nel tuo piccolo: in famiglia, al lavoro, in parrocchia, nei gruppi, nelle relazioni. E ogni giorno puoi scegliere due strade:
• opprimere chi è più debole (anche solo con freddezza, sarcasmo, indifferenza, potere “morale”);
• oppure servire per far crescere e far respirare un altro.
Oggi scegli un gesto concreto “da servitore”: una telefonata che rialza, un tempo donato senza tornaconto, una parola che protegge invece di ferire, un passo verso chi non conta, un aiuto pratico a chi è stanco.
Chi puoi servire oggi, perché “tra noi” sia davvero diverso?».
La riflessione di don Rito colpisce per la sua chiarezza: Gesù non propone una spiritualità disincarnata, ma un modello alternativo di potere. Le parole del Vangelo di Matteo non sono un consiglio facoltativo, ma un criterio di discernimento per la vita personale e comunitaria. “Tra voi non sarà così” non è un’utopia ingenua, bensì un programma esigente.
Don Rito richiama una verità spesso scomoda: ogni persona esercita una forma di leadership. Non solo chi governa Stati o istituzioni, ma anche chi guida una famiglia, coordina un gruppo, educa un figlio, lavora accanto ad altri. In ciascuno di questi ambiti si può scegliere se imporsi o servire, se schiacciare o sostenere.
Il Vangelo, dunque, non si limita a denunciare i meccanismi di dominio che attraversano la storia; propone uno stile radicalmente diverso. La grandezza, per Cristo, non coincide con la visibilità o il controllo, ma con la capacità di farsi carico degli altri. È una rivoluzione silenziosa, che parte dai gesti quotidiani e cambia la qualità delle relazioni.
In un tempo in cui la parola “potere” è spesso associata a privilegio e imposizione, la proposta evangelica appare disarmante: diventare servitori. Non per umiliazione, ma per liberare. Non per perdere, ma per generare vita.
La domanda finale — “Chi puoi servire oggi?” — resta sospesa e personale. È un invito concreto, che trasforma la meditazione in scelta. Perché il Vangelo non è neutrale: chiede di prendere posizione. E di farlo, ogni giorno, dalla parte di chi ha meno voce.
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