Vico Equense, Rosario Lotito: «Il mare è di tutti, basta cancelli e muri che impediscono l’accesso»
Il diritto di raggiungere il mare e di poterlo ammirare liberamente torna al centro del dibattito a Vico Equense. Anche con la conclusione della stagione balneare, infatti, resta aperta la questione della fruibilità del litorale e della presenza di barriere, recinzioni e cancelli che, in alcuni punti, limiterebbero il passaggio dei cittadini verso la costa.
A sollevare nuovamente la questione è Rosario Lotito (Referente Europa Verde Penisola Sorrentina) che, attraverso un intervento pubblicato sui social, richiama l’attenzione sulla necessità di tutelare il carattere pubblico del demanio marittimo. Al centro della sua riflessione c’è il rapporto tra concessioni balneari e diritto collettivo di accesso al mare, con la richiesta di rimuovere gli ostacoli che impediscono ai cittadini di usufruire liberamente degli spazi pubblici.
Un tema particolarmente sentito in un territorio come quello della Penisola Sorrentina, dove il rapporto con il mare rappresenta non soltanto un elemento identitario e paesaggistico, ma anche una risorsa da preservare e rendere accessibile alla comunità.
Di seguito riportiamo integralmente il post di Rosario Lotito: «VICO EQUENSE…
IL MARE È DI TUTTI. BASTA CANCELLI, BASTA MURI, BASTA PRIVILEGI!
La stagione estiva è finita, ma sembra che qualcuno non se ne sia ancora accorto. O, peggio, continui a comportarsi come se il mare e le spiagge fossero una proprietà privata.
La legge è chiara: il demanio marittimo appartiene a tutti e le concessioni balneari non conferiscono alcun diritto di proprietà sulle aree demaniali, né autorizzano a impedire arbitrariamente il libero accesso al mare.
Eppure, ancora oggi, ci troviamo davanti a cancelli chiusi, recinzioni e muri che impediscono ai cittadini non soltanto di raggiungere la spiaggia, ma persino di godere della vista del mare.
E questo è semplicemente inaccettabile!
Le concessioni, anche quando legittimamente rilasciate, non trasformano un bene pubblico in una proprietà privata. E quando vengono meno i titoli che autorizzano l’occupazione, non può esserci alcuna pretesa di continuare a comportarsi da proprietari.
Sono anni che assistiamo a situazioni in cui qualcuno sembra aver dimenticato una cosa fondamentale: il mare non appartiene a chi lo gestisce, ma a tutti i cittadini.
È arrivato il momento di dire basta!
Basta cancelli che sbarrano il passaggio.
Basta muri che sottraggono il mare alla collettività.
Basta appropriazioni di fatto di un patrimonio che appartiene a tutti.
Chiediamo che vengano ripristinati gli accessi pubblici, rimossi gli ostacoli illegittimi e restituita ai cittadini la piena fruibilità del nostro litorale, nel rispetto delle norme e dei diritti di tutti.
Il mare non è una proprietà privata. È un bene comune. E come tale deve tornare a essere accessibile a tutti».
La presa di posizione riporta dunque l’attenzione su una questione che riguarda il rapporto tra attività balneari, tutela del territorio e diritti della collettività. La fine dell’estate, secondo Lotito, non deve coincidere con il venir meno dell’attenzione sul tema: il diritto di accesso al mare resta infatti una questione che riguarda tutti, residenti e visitatori.
La richiesta è quella di verificare le situazioni segnalate, garantire il rispetto delle disposizioni sul demanio marittimo e intervenire laddove siano presenti impedimenti non consentiti. Una battaglia che punta a riaffermare un principio fondamentale: il litorale è parte del patrimonio pubblico e la sua fruizione deve essere garantita nel rispetto delle regole, senza privilegi o limitazioni arbitrarie.
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