Giostre a Piano di Sorrento, torna il derby dei carottesi: c’è chi festeggia e chi aspetta già la partenza
Come ogni anno, con l’arrivo dei festeggiamenti in onore del patrono San Michele Arcangelo, a Piano di Sorrento tornano anche le giostre. E, puntuale come la tradizione vuole, insieme al luna park torna anche l’immancabile “derby” dei carottesi: da una parte gli appassionati, quelli che aspettano con entusiasmo le luci e la musica delle attrazioni, dall’altra chi, alla comparsa delle prime strutture in Piazza della Repubblica, comincia già a domandarsi quando sarà il momento di vederle andare via.
Per quindici giorni, fino alla fine di settembre, la piazza cambierà volto grazie alle luci, ai colori, alla musica ed alle attrazioni che prenderanno il posto della consueta fisionomia.
Un periodo tutto sommato breve, soprattutto per chi guarda alle giostre con un certo fastidio e ne attende la partenza. Trascorse queste due settimane, infatti, la piazza tornerà alla normalità. Ma nel frattempo, inevitabilmente, la presenza delle attrazioni si farà sentire.
Meno parcheggi, maggiore movimento, traffico e soprattutto rumore sono infatti alcuni degli aspetti che accompagnano ogni anno l’arrivo del luna park. Per chi abita o lavora nelle immediate vicinanze di Piazza della Repubblica le serate possono diventare decisamente più movimentate del solito. E in una città dove trovare un posto auto è spesso già una piccola impresa quotidiana, la temporanea riduzione degli spazi disponibili è probabilmente uno degli aspetti che suscita maggiori malumori.
Insomma, per qualcuno è festa. Per qualcun altro è una prova di pazienza.
Ma al di là dei disagi, sarebbe difficile negare che le giostre siano ormai entrate a pieno titolo nella memoria collettiva di Piano di Sorrento. Perché basta una musica, una fila di lampadine colorate o il rumore degli autoscontri per riportare indietro nel tempo tanti adulti che, da bambini, aspettavano proprio quei giorni per correre verso le attrazioni insieme a mamma e papà.
C’erano le serate trascorse in famiglia, i pochi soldi da mettere da parte per qualche giro, la scelta della giostra preferita e quella sensazione di festa che sembrava poter durare per sempre. C’era chi non vedeva l’ora di salire sugli autoscontri, chi preferiva i sediolini volanti e chi, invece, osservava con un misto di curiosità e paura le attrazioni più movimentate, cercando ogni volta il coraggio per provarle.
Poi si cresce, cambiano le abitudini e arrivano nuove generazioni. Eppure, quando le giostre tornano a illuminare Piazza della Repubblica, qualcosa di quei ricordi torna inevitabilmente a galla.
È forse proprio questo il motivo per cui, nonostante le discussioni sui parcheggi, sul traffico e sul rumore, il luna park continua a essere parte integrante dell’atmosfera della festa di San Michele. Le giostre non sono soltanto attrazioni: sono un appuntamento che si ripete, anno dopo anno, e che finisce per unire presente e passato.
Per i bambini di oggi saranno nuove emozioni e nuovi ricordi da custodire. Per gli adulti, invece, quelle luci accese in piazza possono essere una piccola macchina del tempo capace di riportarli, anche solo per una sera, a quando erano loro ad aspettare con impazienza l’arrivo delle giostre.
E forse è proprio questo il loro valore più grande: durano quindici giorni, ma i ricordi che lasciano possono durare tutta la vita.
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