Addio a Giuseppe Centro, l’artista che ha raccontato Sorrento attraverso la bellezza
Profondo cordoglio a Sorrento per scomparsa del Prof. Giuseppe Centro, Maestro d’Arte e di Vita, che lascia nel dolore i figli Licia, Ugo, Franco ed i parenti tutti che ora affidano la sua anima a Dio.
Figura di riferimento del panorama artistico locale e interprete appassionato di una lunga stagione culturale che ha saputo unire tradizione e ricerca, memoria e innovazione.
Nel panorama culturale della Penisola Sorrentina, il nome di Giuseppe Centro occupa un posto di rilievo per la capacità di aver saputo coniugare tradizione e sperimentazione, radici locali e apertura verso linguaggi artistici più ampi. Terza generazione di una famiglia profondamente legata all’arte, Centro ha costruito nel corso della sua vita un percorso personale, riconoscibile e ricco di contaminazioni.
Figlio del maestro Pio Centro, Giuseppe cresce in un ambiente dove il rapporto con il bello e con la creatività rappresenta una componente naturale della quotidianità. La sua formazione si sviluppa tra Sorrento e Napoli, luoghi fondamentali per la maturazione del suo talento. Durante gli anni di studio ha avuto modo di confrontarsi con importanti protagonisti della scena artistica campana, tra cui Luigi Pane, Domenico Spinosa, Carlo Striccoli, Alberto Chiancone, Verdecchia e lo storico dell’arte Raffaele Mormone, figura di grande spessore culturale. Un percorso completato con il conseguimento del Magistero a Napoli, che ha contribuito a definire una preparazione solida e rigorosa.
La ricerca di Centro non si è mai limitata a un’unica forma espressiva. Il suo lavoro ha attraversato discipline differenti, dal design alla pittura, fino alla scultura, dando vita a una produzione caratterizzata da curiosità e continua evoluzione.
Particolarmente originale è stata la sua esperienza nel campo della scultura, dove ha sperimentato materiali insoliti come fili di ferro, ottone e argento. Attraverso intrecci e sovrapposizioni, l’artista riusciva a creare forme tridimensionali leggere ma allo stesso tempo fortemente presenti, opere nelle quali il segno e la materia diventavano strumenti di comunicazione. Queste creazioni, apprezzate anche dal pubblico internazionale, hanno ottenuto importanti riscontri e suscitarono interesse anche all’estero, fino a essere protagoniste di episodi di grande attenzione come il furto su commissione di alcune opere esposte a Londra.
Accanto all’attività creativa, Giuseppe Centro ha dedicato una parte significativa della sua vita all’insegnamento. Per 36 anni è stato docente di discipline artistiche e progettuali negli istituti superiori d’arte, contribuendo alla formazione di numerosi giovani. La sua esperienza lo ha portato inoltre a partecipare a commissioni d’esame in diverse città italiane, da Ferrara a Napoli, da Viterbo a Sorrento, mettendo a disposizione competenza e sensibilità maturate in decenni di lavoro.
Molto forte è stato anche il legame con la sua città. Numerosi sono gli interventi che hanno lasciato una traccia nel patrimonio artistico e religioso di Sorrento. Negli anni Ottanta realizzò il tamburo dell’ingresso principale della Cattedrale dei Santi Filippo e Giacomo, oltre al leggio e alle sedute dell’altare maggiore. Uno dei suoi leggii fu successivamente donato dal Comune di Sorrento a Papa Giovanni Paolo II ed è oggi conservato in Vaticano.
Per la stessa Cattedrale realizzò inoltre il dipinto dedicato a San Giuseppe Moscati, mentre per la chiesa di Sant’Onofrio, nella zona di Marano, firmò due grandi tele dedicate all’Assunzione della Vergine e alla Deposizione di Cristo. In questi lavori Centro seppe affrontare il confronto con la tradizione senza limitarsi alla semplice riproduzione del passato: rispettando i temi iconografici, introdusse una sensibilità contemporanea capace di restituire nuova vita alle immagini sacre.
Le opere dell’artista sorrentino sono oggi presenti in numerosi contesti, tra edifici religiosi, spazi pubblici, strutture istituzionali e collezioni private. La sua pittura, mai priva di contenuti, ha sempre cercato un dialogo con lo spettatore attraverso riferimenti culturali profondi e una visione autentica della realtà.
Pur vivendo e lavorando in un territorio lontano dai grandi centri dell’arte internazionale, Giuseppe Centro non ha mai rinchiuso la propria ricerca in una dimensione locale. Il suo linguaggio ha mantenuto uno sguardo aperto, capace di confrontarsi con temi universali e con un pubblico interessato non solo all’estetica, ma anche alla riflessione e all’emozione.
Un capitolo importante della sua attività riguarda inoltre la valorizzazione della tarsia sorrentina. Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta il suo contributo fu determinante nel percorso di rilancio di questa antica tradizione artigiana, lasciando una testimonianza concreta attraverso numerose realizzazioni. Significativa anche la sua produzione di murales in Campania, con interventi celebri nei comuni di Furore e Pimonte.
Giuseppe Centro ha rappresentato una figura capace di unire il ruolo dell’artista, del docente e del custode della memoria culturale. La sua eredità non è racchiusa soltanto nelle opere che ha lasciato, ma anche nelle idee, negli insegnamenti e nel patrimonio umano costruito nel corso di una vita interamente dedicata all’arte.
Con la sua scomparsa Sorrento perde una personalità che ha rappresentato una parte importante della sua identità artistica. Restano le sue opere, diffuse in chiese, istituzioni e collezioni private, ma soprattutto resta il ricordo di un maestro che ha saputo trasformare il proprio talento in un patrimonio condiviso.
I funerali avranno luogo mercoledì 24 giugno, alle ore 11.00, nella chiesa Cattedrale di Sorrento.
Alla famiglia va il cordoglio di una comunità che oggi rende omaggio a uno dei suoi più autorevoli protagonisti del mondo dell’arte.
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