La Presidenza della Repubblica risponde alla famiglia Bifulco Accardi: vicinanza del Quirinale dopo oltre vent’anni di battaglia giudiziaria
Dopo oltre due decenni di battaglia legale, la Famiglia Bifulco Accardi trova un ascolto autorevole ai vertici dello Stato. La Presidenza della Repubblica ha infatti risposto ufficialmente alla lettera aperta inviata dal fratello della vittima. Tramite l’Ufficio per gli Affari dell’Amministrazione della Giustizia, diretto dal Dott. Carmelo Barbieri, il Presidente Sergio Mattarella ha espresso la più sincera vicinanza umana per un lutto reso ancora più gravoso da un prolungato iter giudiziario. Se da un lato il Colle ha ricordato i propri limiti costituzionali di non ingerenza nell’operato della Magistratura, dall’altro l’attenzione degli uffici presidenziali attesta la delicatezza di una vicenda che attende risposte definitive.
Con un gesto di altissima sensibilità e valore istituzionale, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha manifestato la propria sincera vicinanza umana e solidarietà alla famiglia di Giovanna Bifulco Accardi, scomparsa in circostanze drammatiche oltre vent’anni fa. Attraverso una nota ufficiale firmata dal Direttore dell’Ufficio di Segreteria della Presidenza, il Dott. Carmelo Barbieri, il Quirinale ha risposto direttamente all’accorato appello dei familiari e del loro pool difensivo.
Nella missiva, la Presidenza della Repubblica esprime una profonda partecipazione per il gravissimo lutto e per il prolungato “travaglio per vicende di natura giudiziaria” che accompagna la famiglia da ormai 22 anni. Un riscontro che, pur nel rigoroso rispetto dei limiti costituzionali e dell’autonomia della Magistratura, attesta la massima attenzione dello Stato verso il grido d’aiuto dei cittadini.
Il Pool Difensivo e la Battaglia Contro la Malagiustizia
La svolta e la forte risonanza mediatica del caso sono il frutto del lavoro sinergico svolto dai professionisti dello Studio Associati Maior, che da tempo assistono la famiglia in questa complessa battaglia legale:
L’Area Legale: guidata dagli avvocati fondatori Avv. Pierlorenzo Catalano, Avv. Michele Francesco Sorrentino e Avv. Filippo Castaldo. I legali hanno recentemente depositato una nuova e articolata denuncia-querela presso la Procura della Repubblica di Nola per far luce sulle gravi omissioni del passato.
L’Area Medico-Legale: diretta dal Dott. Marcello Lorello, Medico Legale dello studio, la cui dettagliata relazione tecnica ha evidenziato profonde criticità e anomalie nelle precedenti consulenze d’ufficio, fornendo la base scientifica per richiedere con forza la riapertura delle indagini.
22 Anni Senza Verità: La Storia
Giovanna Bifulco Accardi si spegneva il 3 febbraio 2004 a soli 40 anni, all’interno di una struttura sanitaria nell’area Vesuviana (ASL Napoli 3 Sud). Secondo le denunce del pool di esperti e dei familiari, la donna – fino ad allora in ottima salute – sarebbe stata vittima di una catena di gravi negligenze mediche e di un successivo totale abbandono professionale. Al dolore della perdita si è aggiunto un calvario giudiziario infinito durato oltre due decenni, un caso diventato l’emblema di quella che la famiglia definisce non solo malasanità, ma una vera e propria “malagiustizia”.
La Dichiarazione Congiunta dello Studio Maior
“Il riscontro giunto dal Quirinale tramite il Dott. Carmelo Barbieri rappresenta un momento di straordinaria importanza e un conforto immenso per una famiglia stremata da 22 anni di attesa”, dichiarano gli avvocati Pierlorenzo Catalano, Michele Francesco Sorrentino, Filippo Castaldo e il medico legale Marcello Lorello. “Le parole del Capo dello Stato restituiscono dignità al dolore dei nostri assistiti e confermano che le istituzioni più alte della Repubblica non restano indifferenti di fronte alle lunghezze e alle criticità del sistema giudiziario. Continueremo a lottare con ogni mezzo e in ogni sede per fare piena luce sulla morte di Giovanna”.
La lettera del Presidente Mattarella ha riacceso prepotentemente i riflettori sul caso, che in queste ore sta interrogando e commuovendo l’opinione pubblica sul web, unendo i cittadini nella richiesta unanime di verità e giustizia.





