Agerola, atto vandalico alla casetta dell’acqua di San Lazzaro: appello al senso civico
Ad Agerola ancora una volta il senso civico viene messo alla prova da episodi che lasciano amarezza e indignazione. Quando un bene pubblico, pensato per migliorare la vita quotidiana dei cittadini, viene danneggiato, non si tratta mai di un gesto isolato: è un colpo all’intera comunità. È quanto accaduto ad Agerola, dove la casetta dell’acqua di San Lazzaro, recentemente riattivata dopo un lavoro attento e impegnativo, è stata oggetto di vandalismo. Un episodio che riaccende il tema del rispetto per ciò che appartiene a tutti.
Di seguito il post integrale diffuso dal Comune di Agerola: «Ancora una volta ci troviamo a denunciare un gesto che non può e non deve essere tollerato.
Dopo aver lavorato con impegno per riattivare un servizio importante per tutti, la casetta dell’acqua di San Lazzaro è stata presa di mira da un atto di vandalismo: la gettoniera è stata forzata, causando disagi ai cittadini. Il servizio é temporaneamente utilizzabile solo con scheda.
È inaccettabile. Ogni atto di inciviltà colpisce l’intera comunità, vanifica gli sforzi fatti e danneggia un bene che appartiene a tutti.
Il bene comune va rispettato, tutelato e preservato. Non è di qualcuno in particolare, è di ognuno di noi.
La ditta incaricata interverrà in giornata per ripristinare il servizio nel più breve tempo possibile e faremo tutto il necessario per individuare i responsabili.
Ma questo non basta: serve la collaborazione di tutti.
Difendere ciò che è pubblico significa difendere la qualità della nostra vita. Senza rispetto, ogni sforzo rischia di diventare inutile».
Quanto accaduto rappresenta purtroppo un esempio concreto di come pochi gesti irresponsabili possano compromettere servizi utili e il lavoro di tanti. La casetta dell’acqua non è solo un punto di erogazione: è un simbolo di sostenibilità, risparmio e attenzione al territorio. Danneggiarla significa privare la collettività di un’opportunità e rallentare un percorso di crescita condivisa.
La risposta, però, non può essere solo tecnica o repressiva. Serve una presa di coscienza collettiva. Il rispetto degli spazi pubblici è il primo passo per costruire una comunità più forte, coesa e responsabile. Difendere ciò che è di tutti non è un compito delegabile: è una responsabilità quotidiana che riguarda ciascun cittadino. Solo così episodi simili potranno diventare sempre più rari, lasciando spazio a un senso civico capace di fare davvero la differenza.
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