Killer di Ogando: incapace di contenere impulsi violenti? L’analisi dell’avvocato di Sorrento Luigi Alfano, criminologo forense
Killer di Ogando: incapace di contenere impulsi violenti? E’ questo l’argomento al centro di una recente puntata del programma televisivo “Psiche Criminale”, in onda su Cusano TV, con la partecipazione dell’avvocato e criminologo forense Luigi Alfano, originario di Sorrento e figura di spicco nel panorama investigativo italiano, cassazionista del foro di Nocera Inferiore, consulente del Tribunale di Torre Annunziata e perito della Procura di Napoli.
Una telefonata al 118, il racconto di un incidente domestico e poi settimane di indagini che hanno cambiato completamente il quadro investigativo. È la vicenda che ruota attorno alla morte di Christopher Gaston Ogando, il giovane deceduto a Parma dopo essere stato colpito con un coltello nell’abitazione che condivideva con la compagna. Oggi la donna, 21 anni, è accusata di omicidio volontario aggravato dal rapporto affettivo.
I fatti risalgono al 4 marzo. Erano da poco passate le 18 quando i soccorsi sono stati chiamati in un appartamento di Borgo Riccio. All’arrivo del personale sanitario, Ogando era in condizioni gravissime, ferito al torace da un’arma da taglio. Trasportato d’urgenza in ospedale, è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico, ma è morto il giorno successivo a causa delle gravi lesioni riportate.
Nelle ore immediatamente successive, la compagna del giovane avrebbe riferito ai soccorritori e agli investigatori che tutto era avvenuto accidentalmente. Secondo il suo racconto, stava cucinando con un coltello in mano quando, girandosi improvvisamente mentre il compagno le si avvicinava alle spalle per scherzo, lo avrebbe colpito involontariamente. Una versione che la giovane ha ribadito più volte anche durante gli interrogatori successivi.
Gli elementi raccolti dai Carabinieri e dagli specialisti intervenuti nell’appartamento avrebbero però messo in discussione la ricostruzione difensiva. In particolare, secondo quanto emerso dagli atti, la traiettoria del colpo e la posizione della vittima sarebbero incompatibili con un urto accidentale avvenuto mentre l’uomo si trovava dietro la donna. Gli investigatori ritengono invece che i due fossero uno di fronte all’altra al momento del fendente.
Un altro elemento ritenuto rilevante riguarda una ferita alla mano della giovane, interpretata dagli inquirenti come possibile conseguenza dell’impugnatura del coltello durante un colpo sferrato con forza. Circostanza che ha ulteriormente rafforzato l’ipotesi di un gesto volontario.
Per la Procura, l’accoltellamento sarebbe maturato durante un improvviso momento di tensione all’interno della coppia, culminato in una reazione violenta. Il Giudice per le indagini preliminari ha quindi disposto nei confronti della donna gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
La morte di Ogando ha profondamente colpito Parma e il quartiere dove la coppia viveva. Intanto l’inchiesta prosegue: saranno il processo e gli ulteriori accertamenti a chiarire in via definitiva responsabilità, dinamica e contesto di una tragedia che continua a far discutere.
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