Vico Equense, dal tribunale al mare: Francesco Emilio Borrelli e Rosario Lotito sostengono la battaglia del medico Raffaele Scarpato – VIDEO
Una vicenda giudiziaria durata anni riporta al centro del dibattito il tema dell’accesso al mare in Penisola sorrentina. Protagonista è Raffaele Scarpato, medico di famiglia e appassionato del mare, che secondo la ricostruzione diffusa dal deputato Francesco Emilio Borrelli e dal responsabile di Europa Verde Rosario Lotito si sarebbe trovato coinvolto in un procedimento penale dopo aver continuato ad accedere allo specchio d’acqua antistante il lido Bikini, a Vico Equense (clicca QUI per il video).
La storia, resa pubblica da Borrelli e Lotito, affonda le proprie radici nei primi anni Duemila. Scarpato aveva l’abitudine di fare il bagno anche durante i mesi invernali e, per raggiungere il mare, attraversava l’area interessata dalla concessione dello stabilimento balneare.
Secondo quanto riferito, il titolare del lido avrebbe contestato più volte la sua presenza e, nel 2004, avrebbe richiesto al Comune una concessione invernale per l’elioterapia nell’area, ottenendola. La vicenda sarebbe poi proseguita con una serie di interventi delle forze dell’ordine e con l’identificazione del medico ogni volta che si recava al mare.
Il passaggio più delicato arrivò con una denuncia penale per violazione di domicilio. Scarpato fu chiamato a difendersi davanti alla magistratura per aver continuato ad accedere all’area.
Il procedimento si concluse, secondo la ricostruzione diffusa dai promotori della denuncia pubblica, con l’assoluzione del medico in primo grado perché il fatto non sussiste. Anche in Appello il ricorso presentato dal titolare del lido sarebbe stato respinto, confermando l’esito favorevole per Scarpato.
Una vicenda che, tuttavia, avrebbe lasciato conseguenze personali significative. Sono trascorsi circa dieci anni e, stando a quanto raccontato da Borrelli e Lotito, il medico non sarebbe più tornato a fare il bagno in quello specchio d’acqua.
Il caso torna ora all’attenzione pubblica proprio attraverso l’iniziativa annunciata dai due esponenti di Europa Verde, che intendono accompagnare nuovamente Scarpato al Bikini per riportarlo al mare.
Al di là della storia personale, la vicenda riapre una questione più ampia e particolarmente sentita nelle località costiere: il rapporto tra le concessioni demaniali e il diritto dei cittadini a raggiungere il mare e la battigia.
Borrelli e Lotito hanno assunto il caso come esempio di una battaglia più generale sull’utilizzo delle aree demaniali marittime, sostenendo che una concessione non possa trasformarsi in un ostacolo all’accesso al mare da parte dei cittadini.
La questione, naturalmente, va distinta dalle singole circostanze della vicenda giudiziaria e dalle condizioni specifiche dell’area interessata. Saranno gli atti amministrativi e giudiziari a stabilire con precisione quali fossero i titoli autorizzativi esistenti all’epoca, quali diritti di accesso fossero applicabili e quali fossero le condizioni previste per l’utilizzo dell’area.
Resta però il dato umano di una storia che, dopo molti anni, torna alla ribalta: un medico appassionato di mare che, dopo aver affrontato un procedimento giudiziario conclusosi con la sua assoluzione, avrebbe rinunciato per un lungo periodo a frequentare quel tratto di costa.
Ora l’obiettivo annunciato da Borrelli e Lotito è riportarlo fisicamente sulla spiaggia e riaprire il confronto sul diritto di accesso al mare: “Raffaele è un esempio di resilienza e resistenza contro tutti coloro che esercitano con arroganza e violenza un semplice titolo di concessione di un’area demaniale, che non è di loro proprietà, ignorando reiteratamente le leggi che garantiscono a tutti i cittadini il libero accesso al mare e alla battigia senza dover essere costretti a pagare per servizi di cui non usufruiscono. Vedere un’amministrazione comunale e le forze dell’ordine unite contro un cittadino che chiede solo accedere al mare della sua terra è davvero triste. Tra qualche giorno lo accompagneremo al Bikini per riprendersi il suo diritto al mare. Una battaglia che proseguiremo a garanzia di un diritto sacrosanto che troppo spesso viene negato”.
Un’iniziativa che potrebbe trasformare una vicenda personale in un nuovo capitolo del dibattito, mai sopito in Penisola sorrentina, sull’equilibrio tra attività balneari, concessioni e fruizione pubblica del litorale.
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