Vico Equense, affreschi del Trecento riemergono nella cappella di San Lorenzo a Ticciano
Una scoperta che potrebbe aggiungere un nuovo tassello alla storia artistica della penisola sorrentina. A Ticciano, frazione collinare di Vico Equense, alcuni dipinti rimasti per secoli nascosti sotto l’intonaco sono tornati alla luce nella cappella di San Lorenzo, piccolo edificio religioso lontano dai principali itinerari turistici. I primi elementi emersi durante alcuni interventi all’impianto elettrico fanno ipotizzare la presenza di decorazioni risalenti alla seconda metà del XIV secolo, la cui datazione dovrà essere confermata dagli esperti.
Il rinvenimento è avvenuto in occasione di lavori eseguiti all’interno della chiesetta. Proprio durante le operazioni sono stati individuati frammenti pittorici e sinopie, ovvero disegni preparatori realizzati sull’intonaco prima della stesura definitiva degli affreschi. Le tracce visibili lascerebbero inoltre supporre che il ciclo decorativo originario fosse più ampio rispetto alle porzioni attualmente riemerse, aprendo nuovi interrogativi sull’aspetto che l’edificio doveva avere in epoca medievale.
A richiamare l’attenzione sul ritrovamento è stato don Pasquale Vanacore, parroco di Ticciano, che ha informato la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli. La richiesta è quella di effettuare un sopralluogo per esaminare i dipinti, verificarne la consistenza e stabilire se siano necessari ulteriori accertamenti. Soltanto attraverso le verifiche degli specialisti sarà possibile chiarire l’effettiva antichità delle pitture, il loro stato di conservazione e il valore storico-artistico. Se le prime ipotesi trovassero conferma, la cappella potrebbe custodire una testimonianza particolarmente significativa della produzione figurativa medievale nel territorio vicano.
La storia dell’edificio è documentata almeno dalla fine del Quattrocento. In una comunicazione inviata agli organi di tutela, don Vanacore richiama infatti un atto notarile del 24 febbraio 1490, redatto a Vico Equense dal notaio Reginabile Palescandolo, che costituisce una delle prime attestazioni certe della cappella.
Secondo la ricostruzione riferita dal parroco, la chiesetta sarebbe stata fondata dalla famiglia Staiano, originaria di Positano, che avrebbe acquisito proprietà agricole nelle zone collinari di Vico Equense dopo aver consolidato le proprie fortune in Costiera amalfitana. Accanto alle residenze e ai terreni della famiglia sarebbe sorto anche l’edificio destinato al culto, rimasto sotto il patronato dei suoi fondatori e dei loro discendenti fino al secolo scorso. La famiglia, secondo quanto riferito da don Vanacore, si sarebbe successivamente trasferita in Sicilia. Una vicenda che testimonia i legami storici tra le comunità della penisola sorrentina e quelle della vicina Costiera amalfitana, dove famiglie e proprietà erano spesso connesse da rapporti economici, religiosi e patrimoniali.
La cappella di San Lorenzo non è l’unico elemento di interesse storico presente a Ticciano. L’edificio si trova in un’area religiosa che comprende anche la nuova chiesa dedicata a San Michele Arcangelo e una struttura più antica, oggi utilizzata come salone parrocchiale.
Il complesso conserva inoltre reperti che documentano la lunga frequentazione del luogo: una lapide funeraria databile al III secolo dopo Cristo e un’iscrizione in lingua greca incisa su tufo nero, riferibile al VII secolo. Testimonianze differenti per epoca e funzione, che contribuiscono a delineare una continuità di frequentazione e di pratiche religiose attraverso il passaggio dal mondo antico alla cristianità.
La possibile presenza di un ciclo pittorico trecentesco arricchirebbe ulteriormente questo patrimonio, offrendo nuovi spunti per ricostruire l’evoluzione artistica e spirituale della comunità locale.
La scoperta si inserisce in un contesto territoriale già noto per la presenza di testimonianze artistiche di grande interesse, come quelle emerse nell’antica cattedrale di Vico Equense e nella cappella di Santa Lucia a Massaquano.
Il nuovo ritrovamento riporta dunque l’attenzione su un patrimonio diffuso, spesso custodito in luoghi poco conosciuti e non ancora pienamente valorizzati. Per il momento, tuttavia, resta fondamentale distinguere le prime ipotesi dalle conclusioni scientifiche: saranno le indagini della Soprintendenza a stabilire la reale portata della scoperta.
Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Vico Equense, Giuseppe Aiello, che ha sottolineato l’importanza del ritrovamento per la memoria storica cittadina e per le prospettive di valorizzazione culturale.
L’amministrazione comunale guarda con interesse agli approfondimenti che verranno condotti dagli organi competenti, auspicando che le pitture possano essere studiate e messe in sicurezza e che, qualora le condizioni lo consentano, si possano individuare percorsi per renderle fruibili al pubblico.
L’eventuale recupero degli affreschi potrebbe così contribuire ad ampliare l’offerta culturale di Vico Equense, andando oltre le mete più frequentate e coinvolgendo anche le frazioni collinari, ricche di testimonianze storiche e architettoniche.
Per la cappella di San Lorenzo si apre ora una fase di approfondimento decisiva. Dietro le porzioni di intonaco rimosse dai lavori potrebbero celarsi immagini e decorazioni capaci di raccontare un capitolo ancora poco conosciuto della storia locale. Un patrimonio che, se confermato e adeguatamente tutelato, potrebbe diventare una nuova risorsa per la conoscenza e la valorizzazione della penisola sorrentina.
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