Sorrento, residenti e accesso al mare: Rosario Lotito raccoglie testimonianze e chiede verifiche
Torna al centro del dibattito il tema dell’accesso al mare per i residenti della Penisola Sorrentina. A riaccendere l’attenzione è un lungo post pubblicato sui social da Rosario Lotito, referente di Alleanza Verdi e Sinistra per la Penisola Sorrentina, che dopo i sopralluoghi effettuati nei giorni scorsi insieme al deputato Francesco Emilio Borrelli lungo la costa sorrentina, riferisce di aver raccolto numerose segnalazioni da parte di cittadini che lamentano crescenti difficoltà nell’accesso al mare.
Lotito afferma che il turismo rappresenta una risorsa fondamentale per il territorio, ma sottolinea come, a suo avviso, questo non debba tradursi in una limitazione dei diritti dei residenti. A sostegno della propria posizione pubblica integralmente la testimonianza, in forma anonima, di una madre sorrentina che racconta le difficoltà incontrate negli ultimi anni nel frequentare gli stabilimenti balneari di Marina Piccola con i propri figli.
Rosario Lotito scrive: «SORRENTO: IL MARE DEI SORRENTINI NON PUÒ DIVENTARE UN PRIVILEGIO PER POCHI…
In questi giorni, dopo le segnalazioni ricevute e i sopralluoghi effettuati con l’On. Francesco Emilio Borrelli lungo la costa di Sorrento e della Penisola Sorrentina, stiamo raccogliendo numerose testimonianze di cittadini che raccontano una realtà che non può essere ignorata.
Una realtà fatta di difficoltà di accesso al mare, di famiglie che si sentono escluse, di residenti che spesso hanno la sensazione di essere diventati ospiti nella propria terra.
Non stiamo parlando di una contrapposizione tra turismo e cittadini. Il turismo è una risorsa fondamentale per il nostro territorio. Ma un territorio che vuole definirsi accogliente non può dimenticare chi lo vive ogni giorno, chi ci è nato, chi ci lavora e chi cerca semplicemente un luogo dove trascorrere qualche ora al mare con la propria famiglia.
Tra i tanti messaggi ricevuti, mi ha colpito particolarmente quello di una madre sorrentina, che mi ha autorizzato a condividere la sua esperienza in forma anonima.
Una testimonianza che racconta la difficoltà di una famiglia normale nel poter usufruire del proprio mare.
La signora mi racconta di avere due figli e di aver sempre considerato Marina Piccola la soluzione più comoda ed economicamente sostenibile per regalare loro qualche giornata di mare. Non una vacanza di lusso, ma semplicemente il diritto di una famiglia residente di vivere la propria costa.
Secondo il suo racconto, negli anni lo sconto residenti veniva applicato solo fino a metà luglio, mentre già dalla fine di giugno diventava praticamente impossibile trovare spazio negli stabilimenti, con la risposta che ‘era tutto prenotato’.
Eppure, racconta la cittadina, i lettini disponibili non mancavano.
La sua denuncia è chiara: ‘Ci sono sempre stati lettini disponibili, ma i gestori hanno sempre preferito che ne usufruissero i non locali, magari stranieri che invece di portare acqua e panini spendevano al bar e al ristorante.’
E ancora: ‘Mio figlio di 11 anni paga un ingresso di 4/5 euro per poi poggiare le sue cose sulla postazione di un amichetto, quelle rare volte che gli consentono l’ingresso.’
Parole che fanno riflettere profondamente.
Perché qui non è in discussione la libertà di impresa o la presenza dei turisti. Qui è in discussione un principio fondamentale: il mare è un bene pubblico e deve rimanere accessibile anche ai cittadini del territorio.
La signora aggiunge inoltre un’altra segnalazione riguardo alla gestione degli spazi: ‘I lettini sono sempre stati con due piedini almeno dentro l’acqua e non c’era praticamente spazio tra un lettino e l’altro.’
Se queste situazioni saranno confermate dagli accertamenti degli enti competenti, ci troveremmo davanti a un modello che rischia di trasformare il mare in un privilegio per pochi.
Trovo tutto questo estremamente vergognoso.
È vergognoso che una madre debba spiegare ai propri figli che andare al mare nella propria città può diventare difficile.
È vergognoso che un ragazzo di 11 anni debba sentirsi un ospite quando dovrebbe semplicemente poter vivere il proprio territorio.
È vergognoso che tanti cittadini abbiano la percezione di essere messi in secondo piano rispetto a chi arriva da fuori.
Le concessioni demaniali devono garantire un equilibrio: devono permettere lo svolgimento di attività economiche, ma nel rispetto del diritto collettivo alla fruizione del mare, delle regole e della dignità dei residenti.
Continueremo a raccogliere testimonianze, a verificare le situazioni segnalate e a chiedere che il mare della Penisola Sorrentina torni ad essere un luogo accessibile e rispettato.
Perché il mare non appartiene a pochi.
Il mare appartiene a tutti».
Il post ha riacceso una questione che ogni estate torna al centro del confronto pubblico in Penisola Sorrentina: quella dell’equilibrio tra l’importante sviluppo turistico del territorio e il diritto dei residenti a fruire del litorale. Le parole di Lotito e la testimonianza riportata pongono l’attenzione sulle modalità di accesso agli stabilimenti balneari, sugli spazi disponibili e sull’effettiva possibilità, per le famiglie del posto, di trascorrere una giornata al mare senza difficoltà.
Le circostanze descritte nel post rappresentano al momento le dichiarazioni raccolte dal referente di AVS e la testimonianza di una cittadina. Lo stesso Lotito evidenzia che gli aspetti segnalati dovranno essere eventualmente verificati dagli enti competenti. Nel frattempo annuncia la volontà di proseguire nella raccolta di ulteriori segnalazioni da parte dei residenti, con l’obiettivo di portare all’attenzione delle istituzioni un tema che continua a far discutere la comunità locale.
Iscriviti al gruppo Facebook di Posideo per non perdere nessun contenuto





