Sant’Agnello, un pensiero per il 20enne Dario Crotti
Una folla immensa, persone di ogni età, tantissimi giovani, un’intera comunità stretta attorno a Dario Crotti, vent’anni, per l’ultimo saluto, nella Chiesa dei Cappuccini della sua Sant’Agnello. Forse nulla unisce gli esseri umani quanto il dolore. Ritrovarsi in tanti, sentirsi così vicini, accomunati dallo stesso sgomento e avvertire, tutti insieme, quanto siamo piccoli, fragili, impotenti di fronte a un dramma di così incomprensibile crudeltà. Un incidente che spezza una vita nel suo pieno fulgore, come un fiore reciso all’improvviso dalla furia di un temporale. E pensare a Dario, alla sua bellezza, alla sua gentilezza, alla sua simpatia, a quell’energia vitale che lo rendeva così luminoso, fa apparire la parola morte inconciliabile con il suo nome. Come se qualcosa, dentro di noi, si rifiutasse di accettare che una vita così giovane, così piena di promesse, possa essere finita.
Ci sono destini così dolorosi che sembrano appartenere soltanto alle pagine più tragiche di un romanzo, e che invece, con una crudeltà che lascia senza parole, diventano realtà.
Non si può trovare un senso. Non ci sono spiegazioni capaci di colmare un vuoto così grande, né parole che possano lenire una ferita così ingiusta. Restano soltanto le lacrime. Quelle di una madre, quelle dei familiari, degli amici, di un’intera comunità. Lacrime diverse, ma unite da un unico, immenso dolore, come se, per un istante, tanti cuori battessero all’unisono. Eppure, forse, è proprio nell’amore che oggi si stringe attorno a Dario che possiamo trovare l’unica forma possibile di consolazione. Perché una vita non si misura soltanto nella sua durata, ma anche nella luce che riesce a lasciare negli altri. E Dario, con la sua giovinezza, il suo sorriso e tutto l’amore che ha saputo suscitare, continuerà a vivere nella memoria di chi lo ha conosciuto e amato. Come farfalla dalla vita breve ma la cui bellezza resta nel ricordo del Sole, Dario resterà per sempre nei pensieri, nei ricordi e nel cuore di tutti. Perché ci sono vite che finiscono, ma che non smettono di esistere dentro chi resta.
Carlo Alfaro




