Positano Teatro Festival, questa sera a Montepertuso Roberto M. Azzurro porta in scena “La Venere dei Terremoti”
Sarà Roberto M. Azzurro il protagonista della quarta serata della 23ª edizione del Positano Teatro Festival, appuntamento ormai consolidato nel panorama culturale della Costiera Amalfitana. Questa sera, giovedì 24 settembre, alle ore 20.30, il palcoscenico del Piazzale della Pace di Montepertuso accoglierà “La Venere dei Terremoti”, opera di Manlio Santanelli, interpretata e diretta dallo stesso Azzurro.
La rassegna, ideata da Gerardo D’Andrea e diretta da Antonella Morea, prosegue così il suo percorso tra teatro d’autore, interpreti di rilievo e storie profondamente legate alla sensibilità e all’immaginario partenopeo.
La serata rappresenta inoltre un ulteriore omaggio a Manlio Santanelli, autore al quale, nell’ambito di questa edizione del festival, è stato assegnato il Premio Speciale Positano Teatro Festival, fortemente voluto dalla direzione artistica.
Al centro dello spettacolo c’è una vicenda surreale e insieme profondamente umana nella quale desiderio, superstizione e comicità si intrecciano sullo sfondo della Napoli popolare.
Il protagonista è Luigino Impagliazzo, un uomo comune, un geometra dalla vita apparentemente anonima, travolto da una passione tanto improvvisa quanto irresistibile per Fortuna Licenziati, donna dalla bellezza prorompente e dal fascino quasi leggendario. La sua amata è però la moglie di un potente boss della camorra: un dettaglio che trasforma l’innamoramento in una successione di situazioni paradossali e pericolose.
Santanelli costruisce così un racconto nel quale il comico convive con il tragico e la realtà quotidiana lascia continuamente spazio all’assurdo. Una storia d’amore sui generis che raggiunge il proprio momento decisivo proprio il 23 novembre 1980, giorno del devastante terremoto che colpì Campania e Basilicata.
Il sisma diventa così molto più di uno sfondo storico: è l’elemento che porta la vicenda verso il suo culmine, mescolando destino, paura, superstizione e desiderio.
Per Roberto M. Azzurro confrontarsi con Santanelli significa soprattutto affidarsi alla forza della parola teatrale. È attraverso la parola che prendono forma i personaggi, le situazioni e quell’universo napoletano fatto di ironia, contrasti, immagini e paradossi. In “La Venere dei Terremoti” il testo diventa infatti il principale strumento attraverso cui il pubblico viene accompagnato dentro una storia apparentemente grottesca, ma capace di raccontare passioni e fragilità molto concrete.
Il teatro di Santanelli trova proprio in questo equilibrio uno dei suoi tratti distintivi: il sorriso non cancella il dramma, ma lo rende forse ancora più evidente. La comicità diventa una lente attraverso la quale osservare l’umanità dei personaggi e le contraddizioni della società.
La Venere dei Terremoti promette una serata in cui ironia, passione, memoria e cultura napoletana si incontrano sul palco, attraverso una storia capace di muoversi con leggerezza tra il sorriso e il dramma.
Un nuovo appuntamento per il festival di Positano, che ancora una volta porta il teatro fuori dai tradizionali spazi chiusi e lo inserisce nel paesaggio e nell’atmosfera unica della Costiera.
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