Piano di Sorrento, settima giornata della novena di San Michele. Monsignor Michele Fusco: «Non siamo perfetti, ma chiamati a compiere la volontà di Dio»
Prosegue a Piano di Sorrento la novena in preparazione alla solennità di San Michele Arcangelo, patrono della città. Giorno dopo giorno la comunità si raccoglie nella preghiera per accompagnare il cammino verso la festa patronale, in un tempo particolarmente sentito dalla comunità parrocchiale e dai fedeli.
Nel corso della settima giornata della novena la celebrazione è stata presieduta da Monsignor Michele Fusco, Vescovo della Diocesi di Sulmona-Valva, che nell’omelia ha proposto ai presenti una riflessione incentrata sull’umiltà, sulla fragilità dell’uomo e sulla chiamata a vivere pienamente la propria vocazione.
Partendo dalla Parola, Monsignor Fusco ha richiamato l’attenzione sulla tentazione dell’orgoglio e sulla convinzione, talvolta, di poter essere autosufficienti e perfetti.
L’essere umano, ha ricordato il Vescovo, è invece una creatura fragile. Anche chi è chiamato a una particolare missione, come il sacerdote, rimane segnato dalla propria umanità e dai propri limiti. Proprio il riconoscimento della propria fragilità, però, non deve diventare motivo di scoraggiamento, ma può trasformarsi in un’occasione per affidarsi a Dio e lasciarsi guidare da Lui.
La fede, in questo senso, non consiste nella presunzione di essere arrivati o di avere già tutte le risposte, ma nella disponibilità a riconoscere di avere ancora bisogno di Dio e della sua Parola.
Nel corso della sua riflessione Monsignor Fusco ha posto al centro anche la figura di Gesù, colui che ha accolto e portato a compimento pienamente la missione affidatagli dal Padre.
Cristo diventa così il riferimento per comprendere che cosa significhi realizzare pienamente la propria vita. Non una realizzazione fondata sull’affermazione personale o sulla ricerca del proprio interesse, ma una vita capace di accogliere una chiamata e di trasformarla in un servizio.
La Parola di Dio, accolta e vissuta, diventa quindi una guida concreta. È attraverso di essa che l’uomo può comprendere il senso del proprio cammino e orientare le proprie scelte verso ciò per cui è stato chiamato.
In questa prospettiva, anche la figura di San Michele Arcangelo assume un significato particolarmente forte. L’Arcangelo rappresenta nella tradizione cristiana la fedeltà a Dio e la lotta contro il male: un richiamo a scegliere ogni giorno ciò che conduce alla verità, alla fede e al bene.
Uno dei passaggi centrali dell’omelia ha riguardato proprio la ricerca della piena realizzazione dell’uomo. Spesso si tende a pensare che per essere pienamente realizzati occorra raggiungere determinati obiettivi, avere successo o riuscire a costruire autonomamente la propria strada. La prospettiva proposta da Monsignor Fusco è invece diversa: la vita trova la sua pienezza quando riesce ad aderire al progetto che Dio ha pensato per ciascuno. È una realizzazione che passa attraverso l’ascolto, la disponibilità e la capacità di affidarsi. Non significa rinunciare alla propria libertà ma comprendere che la libertà trova il suo significato più profondo quando viene orientata verso il bene. Da qui l’invito a guardare a Cristo e alla sua piena adesione alla volontà del Padre come modello per il proprio cammino quotidiano.
La riflessione proposta dal Vescovo di Sulmona-Valva si inserisce così nel percorso spirituale della novena. Nella figura di San Michele la comunità ritrova il richiamo alla fedeltà, al coraggio e alla scelta del bene. Riconoscere le proprie fragilità senza lasciarsi sopraffare da esse e affidarsi a Dio per trovare la forza di compiere, ciascuno nella propria vita, la missione alla quale è chiamato.
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