L’ex ospedale fantasma di Pogerola torna sul mercato: l’ASL Salerno punta alla vendita
Da simbolo di una sanità che non è mai decollata a possibile opportunità per investitori privati. L’ex ospedale di Pogerola, affacciato sulle colline di Amalfi, torna al centro dell’attenzione dopo l’inserimento nel piano di valorizzazione del patrimonio immobiliare dell’ASL Salerno. L’azienda sanitaria intende infatti dismettere una serie di strutture non più utilizzate, destinando i proventi delle vendite al finanziamento di nuovi interventi e investimenti nel settore sanitario.
Tra gli immobili inseriti nell’elenco spicca una costruzione che da oltre trent’anni alimenta polemiche e interrogativi. Si tratta del complesso del “San Michele”, una struttura nata con l’ambizione di diventare il punto di riferimento ospedaliero della Costiera Amalfitana ma che, nonostante gli ingenti investimenti pubblici, non ha mai accolto un paziente.
L’idea di realizzare un presidio sanitario nell’area collinare di Amalfi risale a diversi decenni fa. Nel corso degli anni il progetto cambiò più volte destinazione e configurazione, fino a trasformarsi in un moderno ospedale destinato a servire un territorio caratterizzato da collegamenti complessi e da una forte presenza turistica.
La costruzione procedette però con estrema lentezza. Tra interruzioni, modifiche progettuali e nuovi finanziamenti, il cantiere si trascinò per anni prima di arrivare a una fase avanzata di completamento. Quando finalmente la struttura risultò pronta, completa di reparti, impianti e attrezzature, il contesto normativo era ormai cambiato.
Le nuove regole sulla programmazione ospedaliera e sui requisiti minimi richiesti alle strutture sanitarie resero il presidio incompatibile con i nuovi standard organizzativi. Il risultato fu paradossale: un ospedale praticamente ultimato ma destinato a non entrare mai in funzione.
Nel tempo il San Michele è diventato uno dei casi più citati quando si parla di opere pubbliche incompiute e di sprechi nella gestione delle risorse pubbliche. La vicenda assunse contorni ancora più controversi quando emerse che erano stati avviati concorsi e procedure per il reclutamento di figure professionali destinate a una struttura che, di fatto, non sarebbe mai stata aperta.
L’episodio attirò l’attenzione anche delle istituzioni nazionali e contribuì a trasformare l’ospedale di Pogerola in un simbolo delle inefficienze della programmazione sanitaria italiana.
Negli anni successivi il complesso è rimasto inutilizzato, subendo progressivamente gli effetti del tempo. Furti, danneggiamenti e atti vandalici hanno interessato una struttura che avrebbe dovuto rappresentare un presidio essenziale per il territorio.
Non sono mancati tentativi di individuare nuove destinazioni d’uso. Diverse ipotesi si sono succedute nel corso del tempo: dalla creazione di servizi sanitari alternativi alla realizzazione di centri socio-assistenziali, fino a progetti legati all’accoglienza turistica. Nessuna di queste proposte è però riuscita a concretizzarsi.
La vicenda appare ancora più significativa se letta alla luce delle esigenze della Costiera Amalfitana. In un’area caratterizzata da una viabilità spesso congestionata e da una popolazione che aumenta sensibilmente durante la stagione turistica, la presenza di un ospedale avrebbe potuto rappresentare una risorsa strategica.
Proprio per questo il caso è tornato più volte sotto i riflettori dell’opinione pubblica, soprattutto durante i periodi di maggiore pressione sul sistema sanitario, quando la disponibilità di spazi e posti letto è diventata un tema centrale del dibattito nazionale.
Con la decisione dell’ASL Salerno di procedere alla valorizzazione del patrimonio immobiliare non utilizzato, il destino del San Michele potrebbe ora cambiare definitivamente. La vendita della struttura potrebbe attirare operatori interessati a trasformarla in una struttura ricettiva, assistenziale o in un complesso con funzioni completamente diverse da quelle per cui era stata concepita.
Rimane tuttavia il peso di una storia che continua a interrogare cittadini e istituzioni. Quella dell’ex ospedale di Pogerola non è soltanto la vicenda di un edificio mai entrato in funzione, ma il racconto di una lunga stagione di programmazione incompleta, decisioni contraddittorie e investimenti pubblici che non hanno mai prodotto i risultati attesi.
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