La luce della Medusa: un prezioso reperto al Museo Archeologico Romano di Positano
È un oggetto di dimensioni contenute ma capace di restituire uno scorcio particolarmente suggestivo della vita quotidiana nella Positano di epoca romana. All’ingresso del MAR – Museo Archeologico Romano della città verticale è esposta una raffinata lucerna in ceramica invetriata, rinvenuta durante gli scavi dell’ambiente romano della villa.
A catturare immediatamente lo sguardo è la decorazione. Al centro del disco compare il volto di Medusa, la celebre Gorgone della mitologia greca, raffigurata accanto a due protomi equine che completano la composizione e conferiscono al manufatto un carattere particolarmente elegante.
Ma la lucerna non è soltanto un oggetto decorativo. La sua struttura racconta anche una precisa esigenza della vita domestica dell’epoca. La presenza di due fori per gli stoppini consentiva infatti di accendere contemporaneamente due fiammelle, aumentando così la quantità di luce disponibile negli ambienti della villa.
È proprio questo incontro tra funzione e decorazione a rendere il reperto particolarmente interessante. Una semplice lampada a olio, utilizzata per illuminare gli spazi della quotidianità, diventa attraverso la lavorazione e l’apparato figurativo una testimonianza del gusto e della cultura di chi abitava la villa.
Il volto di Medusa, inoltre, non doveva essere necessariamente una scelta casuale. Nell’antichità l’immagine della Gorgone era frequentemente impiegata come motivo decorativo e poteva assumere anche un valore apotropaico, legato cioè alla capacità simbolica di proteggere da influenze negative.
Osservando oggi quella piccola lucerna, esposta all’ingresso del museo, si può dunque andare oltre la bellezza del manufatto. La fiammella che un tempo illuminava gli ambienti della villa non esiste più, ma il suo contenitore è arrivato fino a noi, conservando una parte della storia di chi lo utilizzò.
È uno degli aspetti più affascinanti dell’archeologia: sono spesso gli oggetti più comuni a permettere di avvicinarsi maggiormente alla vita delle persone che ci hanno preceduto. Non soltanto grandi statue o preziosi reperti ma anche una lampada, tenuta tra le mani duemila anni fa, può raccontare abitudini, esigenze, gusti e immaginario di una comunità.
A Positano quella piccola Medusa continua così a “illuminare” la storia. Non più con la luce di due stoppini, ma attraverso la testimonianza silenziosa di un passato che il Museo Archeologico Romano restituisce oggi ai visitatori.
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