Emergenza abitativa in Penisola Sorrentina: costretta a lasciare la sua terra a 74 anni. L’allarme di Rosario Lotito
Quanto può costare perdere la propria casa? Non soltanto in termini economici ma anche sul piano umano, affettivo e sociale. Per chi è costretto ad allontanarsi dai luoghi in cui è nato e ha trascorso gran parte della propria vita, il trasferimento può significare lasciare indietro abitudini, relazioni e punti di riferimento costruiti nel corso degli anni.
È da questa riflessione che prende le mosse l’intervento di Rosario Lotito (presidente del Comitato per il Diritto alla Casa in Penisola Sorrentina “IO RESTO”), che attraverso un post richiama l’attenzione sulle difficoltà abitative in Penisola Sorrentina. Al centro del suo racconto c’è la vicenda di una donna di 74 anni che gli ha scritto per condividere il dolore di essere stata costretta a lasciare il proprio paese e a vivere lontana dalla figlia.
Una testimonianza personale che diventa occasione per affrontare una questione più ampia: quella degli affitti sempre più difficili da sostenere e della disponibilità limitata di abitazioni accessibili per chi desidera continuare a vivere sul territorio.
Il tema si intreccia con il modello economico di una delle aree turistiche più conosciute della Campania. Il turismo rappresenta una risorsa fondamentale per la Penisola Sorrentina ma pone anche interrogativi sulla possibilità di conciliare lo sviluppo del settore con il diritto dei residenti a trovare una sistemazione adeguata e sostenibile.
Nel suo messaggio, Lotito invita a considerare l’emergenza abitativa non soltanto come una difficoltà individuale, ma come una questione che riguarda il futuro stesso della comunità: «PENISOLA SORRENTINA: QUANDO SI PERDE UNA CASA, SI RISCHIA DI PERDERE MOLTO DI PIÙ.
Una signora di 74 anni mi ha scritto raccontandomi il suo dolore. Dopo una vita trascorsa nella propria terra, è stata costretta ad allontanarsi dal suo paese e a vivere lontana dalla propria figlia.
Leggere le sue parole mi fa male. Perché nessuno dovrebbe essere costretto, dopo una vita di sacrifici, a rinunciare ai propri luoghi e ai propri affetti perché non riesce più a permettersi una casa.
Ma questa non è soltanto la storia di una donna. È il volto umano di un problema che riguarda tante persone e che rischia di cambiare profondamente il futuro della Penisola Sorrentina.
Quando una famiglia è costretta ad andarsene, non perdiamo soltanto dei residenti. Si spezzano legami, si allontanano affetti, si impoverisce una comunità. E il territorio rischia di diventare sempre meno un luogo in cui vivere e sempre più un luogo da visitare.
Gli affitti sempre più difficili da sostenere e la scarsità di abitazioni accessibili rendono complicato per tante persone continuare a vivere nella terra in cui sono nate, lavorano e hanno costruito la propria vita.
Non siamo contro il turismo. Ma lo sviluppo economico non può essere considerato un successo se, mentre un territorio attira visitatori, i suoi stessi abitanti sono costretti ad abbandonarlo perché non riescono più a trovare una casa.
Una comunità non vive soltanto di attività economiche. Vive di famiglie, lavoratori, giovani, anziani, relazioni e persone che ogni giorno contribuiscono a mantenerla viva.
Se perdiamo chi abita questa terra, perdiamo anche la storia l’identità, le radici. E una terra senza passato è destinata a non avere un futuro.
Come presidente del Comitato per il Diritto alla Casa in Penisola Sorrentina “IO RESTO”, non possiamo più limitarci a constatare quello che sta accadendo. Dobbiamo riconoscere la gravità del problema e affrontarlo come una priorità collettiva.
Non possiamo cancellare il dolore di chi è già stato costretto ad andarsene. Possiamo però impegnarci affinché altre famiglie non debbano affrontare la stessa scelta.
Perché la casa non è soltanto un immobile. È sicurezza, dignità, famiglia e appartenenza».
Il messaggio di Rosario Lotito riporta l’attenzione su una questione che va oltre il mercato immobiliare e il costo degli affitti. La possibilità di abitare nella propria città incide sulla qualità della vita, sulla vicinanza tra generazioni e sulla continuità delle relazioni che danno forma a una comunità.
La storia della donna di 74 anni diventa così il simbolo di una difficoltà che può coinvolgere persone in fasi diverse della vita: giovani che cercano una prima abitazione, lavoratori che faticano a trovare una sistemazione vicino al luogo d’impiego e anziani che desiderano rimanere accanto alla propria famiglia.
La sfida per la Penisola Sorrentina è trovare un equilibrio tra le opportunità offerte dal turismo e le esigenze di chi vive stabilmente sul territorio. Un obiettivo che richiede attenzione da parte delle amministrazioni, confronto con le realtà sociali e valutazione di interventi capaci di favorire una maggiore disponibilità di alloggi a prezzi sostenibili.
L’appello di Lotito invita, dunque, a guardare alla casa non soltanto come a un bene economico, ma come a una condizione essenziale per garantire dignità e radicamento sociale. Perché il valore di un territorio non si misura esclusivamente attraverso il numero di visitatori che riesce ad attrarre, ma anche attraverso la possibilità che offre ai propri abitanti di costruire qui il loro futuro, senza essere costretti a scegliere tra una casa e la propria terra.
Iscriviti al gruppo Facebook di Posideo per non perdere nessun contenuto




