Delitto Genova, il killer sotto l’effetto di droghe. L’analisi dell’avvocato di Sorrento Luigi Alfano, criminologo forense
Delitto Genova, il killer sotto l’effetto di droghe. E’ questo l’argomento al centro di una recente puntata del programma televisivo “Psiche Criminale”, in onda su Cusano TV, con la partecipazione dell’avvocato e criminologo forense Luigi Alfano, originario di Sorrento e figura di spicco nel panorama investigativo italiano, cassazionista del foro di Nocera Inferiore, consulente del Tribunale di Torre Annunziata e perito della Procura di Napoli.
Un delitto maturato ai margini della città, in un luogo simbolico del centro di Genova, ha aperto un’inchiesta su una vicenda dai contorni ancora da chiarire. La vittima è Pietro Alberto Paolo Signor, 48 anni, conosciuto da molti con il nome di “Pedro”, trovato senza vita all’interno della Villetta Di Negro, nei pressi del Museo Chiossone.
Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, l’uomo sarebbe stato aggredito con un coccio di bottiglia e il corpo sarebbe stato successivamente trascinato dall’aggressore. A far scattare l’allarme è stata una segnalazione che ha permesso ai carabinieri di intervenire rapidamente e fermare il presunto responsabile.
Per l’omicidio è stato arrestato Cisse Camara, 42 anni, accusato di omicidio volontario. L’uomo, dopo il fermo, è stato ricoverato all’ospedale San Martino in seguito a una forte crisi psicomotoria ed è rimasto sotto controllo delle autorità in attesa degli sviluppi giudiziari.
Uno degli aspetti centrali dell’indagine riguarda le condizioni dell’indagato al momento del delitto. Gli accertamenti hanno indicato che Camara avrebbe assunto crack prima dell’aggressione; gli investigatori stanno comunque ricostruendo con precisione il ruolo delle sostanze e il possibile collegamento con la dinamica dell’omicidio. Sul luogo del delitto sarebbe stata trovata droga, elemento che ha indirizzato parte delle verifiche verso l’ambiente dello spaccio e del consumo di stupefacenti.
Le immagini delle telecamere della zona hanno consentito agli inquirenti di ricostruire diversi momenti precedenti alla tragedia: secondo quanto emerso, Signor e Camara sarebbero arrivati insieme nel parco e avrebbero parlato prima che la situazione degenerasse. Il movente resta però ancora oggetto di approfondimento.
La figura della vittima è stata ricordata da chi lo aveva conosciuto come quella di una persona con una forte sensibilità artistica. Signor, originario di Milano e da tempo a Genova in condizioni di grande precarietà, coltivava la passione per la musica e la scrittura: si descriveva come musicista e poeta e aveva pubblicato anche testi e opere personali.
L’omicidio ha riportato al centro del dibattito cittadino il tema delle fragilità sociali, delle persone che vivono ai margini e delle situazioni di disagio legate alla dipendenza. Intanto gli investigatori proseguono gli accertamenti per chiarire ogni dettaglio della vicenda e definire con precisione responsabilità e movente.
Iscriviti al gruppo Facebook di Posideo per non perdere nessun contenuto






