Rosario Lotito sulla follia immobiliare in Penisola Sorrentina: «Vendono box come case, è speculazione»
Rosario Lotito, Presidente del Comitato Tutela Salute Pubblica Penisola Sorrentina, denuncia con durezza la deriva del mercato immobiliare nella Penisola Sorrentina, dove i prezzi continuano a crescere senza freni, spesso ignorando ogni logica di decenza. Nel suo post su Facebook Lotito scrive: «Penisola Sorrentina la follia del mercato immobiliare ha superato ogni limite di decenza.
Questa volta parliamo di un box auto di 40 metri quadrati, accatastato C6.
Lo ricordo a tutti: La categoria catastale C/6 identifica immobili destinati al ricovero di veicoli o animali senza scopo di lucro, quali box auto, garage, autorimesse, posti auto (coperti o scoperti), stalle e scuderie non una casa.
In un garage non si può vivere, a meno di un cambio di destinazione d’uso rarissimo e difficilissimo, soprattutto a Sorrento.
Eppure questo box, arredato come un mini appartamento, viene messo in vendita a 220.000 euro.
Avete letto bene: 220.000 euro per un garage.
Oltre 5.000 euro al metro quadrato.
Dopo topaie spacciate per abitazioni di lusso e prezzi completamente fuori da ogni logica, pensavamo di aver visto tutto.
E invece no.
Ora si arriva a vendere box come fossero case, normalizzando l’illegalità e alimentando una speculazione vergognosa.
Così si espellono residenti, giovani e famiglie, mentre Sorrento diventa sempre meno una città e sempre più un affare per pochi.
Questo non è più mercato.
È una follia.
Ed è sotto gli occhi di tutti».
Il post mette in evidenza un fenomeno ormai noto ma sempre più estremo: l’esplosione dei prezzi degli immobili nella zona, dove anche spazi non destinati alla residenza vengono trattati come appartamenti di lusso. Nel caso citato, un garage di 40 metri quadrati, regolarmente accatastato come C/6, viene venduto come se fosse un’abitazione, a 220.000 euro, cioè oltre 5.000 euro al metro quadrato.
Lotito denuncia come questa tendenza non solo crei un mercato fuori controllo, ma abbia effetti concreti sulla vita della comunità: giovani coppie e famiglie vengono progressivamente escluse dalla possibilità di vivere a Sorrento, mentre la città si trasforma sempre più in un “affare per pochi”, a vantaggio di investitori e speculatori.
Il fenomeno non è nuovo: negli ultimi anni si sono moltiplicate le “topaie spacciate per lusso”, appartamenti minuscoli venduti a cifre esorbitanti, e ora anche garage e box auto seguono questa tendenza. L’osservazione di Lotito non si limita a un caso singolo, ma segnala un problema strutturale del mercato immobiliare nella Penisola Sorrentina: la speculazione ha superato ogni limite di decenza, rischiando di svuotare la città dei suoi residenti storici e di trasformarla in un museo per turisti e capitali esterni.
In questo contesto, la denuncia assume anche una valenza sociale: non si tratta solo di numeri e metri quadrati, ma della vita quotidiana dei cittadini, della possibilità di accesso a una casa e del futuro stesso della comunità. La sfida, per le istituzioni e per i cittadini, sarà trovare un equilibrio tra sviluppo turistico, mercato immobiliare e diritto a vivere in città.
Sorrento rischia così di perdere non solo il senso di comunità, ma anche la sua identità, schiacciata da una speculazione che sembra ormai inarrestabile.
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