Chiude l’istituto “Galileo Galilei” di Vico Equense: stop alle attività per mancanza di iscrizioni
Si è spenta una realtà storica dell’istruzione tecnica locale: per l’anno scolastico in corso, l’istituto “Galileo Galilei” di Vico Equense non ha aperto le classi prime e ha quindi cessato la propria attività. Una chiusura che colpisce profondamente il territorio, privato di una scuola che per decenni ha rappresentato un presidio fondamentale di formazione e crescita, operando come sede distaccata dell’Istituto Tecnico Marconi Galilei di Torre Annunziata.
Alla base della decisione vi è il numero insufficiente di iscrizioni, condizione che non ha permesso l’attivazione delle classi necessarie, almeno nel primo biennio. Un epilogo amaro, reso ancora più doloroso dalla lunga storia del plesso vicano e dal ruolo strategico che ha svolto nel panorama educativo e professionale della zona.
Il “Galileo Galilei” è stato per anni un punto di riferimento per centinaia di giovani, formando figure tecniche altamente richieste come meccanici, elettricisti, idraulici e operatori specializzati in diversi settori. Un contributo concreto non solo all’istruzione, ma anche allo sviluppo economico e sociale del territorio, grazie all’inserimento nel mondo del lavoro di intere generazioni.
Le conseguenze della chiusura si sono fatte sentire immediatamente. Gli studenti interessati a questo percorso di studi si sono trovati improvvisamente senza un’offerta formativa adeguata in ambito locale, costretti a ripiegare su altri istituti con indirizzi diversi o, in alternativa, su scuole private, spesso con costi difficilmente sostenibili per molte famiglie.
Vico Equense perde così molto più di un semplice edificio scolastico: viene meno un luogo di cultura, di formazione e di opportunità. Un segnale che solleva interrogativi sul futuro educativo del territorio e sul rischio di un progressivo allontanamento dei giovani, costretti a cercare altrove ciò che un tempo era disponibile vicino casa.
La chiusura del “Galileo Galilei” lascia un vuoto profondo, difficile da colmare, e rappresenta una ferita per una comunità che vede scomparire uno dei pilastri della propria identità formativa e professionale.
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