Concorso RIPAM, bando nazionale da 882 posti: esclusi i Geologi. Il Ministero respinge l’istanza
Dopo giorni di attesa è arrivata la risposta del Ministero alla richiesta della Comunità dei Geologi di rivedere una scelta che, ancora una volta, sembra non tenere conto del ruolo fondamentale della nostra professione nella prevenzione e nella gestione dei rischi legati al territorio.
E’ da giorni che la Comunità dei Geologi aspettava il riscontro del Ministero sulla nostra richiesta di annullamento del bando nazionale per 882 unità di personale non dirigenziale, con il profilo di Specialista Tecnico indetto dal Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri che non prevedeva il Geologo negli organici degli enti locali.
Il bando era stato scoperto e messo all’attenzione del Consiglio Regionale e Nazionale dei Geologi da me il 25 Agosto 2026 che aveva dato seguito facendo le azioni conseguenti.
Ebbene il riscontro è arrivato ed è negativo. La nostra istanza non è stata accolta!
Nonostante che le abilità richieste sono quelle specifiche della nostra professione per la gestione del dissesto idrogeologico, l’instabilità dei versanti, la pericolosità sismica, l’erosione costiera la vulnerabilità delle risorse idriche, la compatibilità geologica della pianificazione territoriale e quanto altro afferente.
Siamo tutti stupefatti per quanto è successo e vogliamo che l’opinione pubblica sappia.
E’ stato prodotto un doppio danno: il primo alla nostra categoria per l’opportunità di lavoro svanita e il secondo a tutti noi cittadini che continuiamo ad avere personale negli enti che si devono occupare di problematiche per i quali non hanno l’esatta corrispondenza in termini di preparazione.
Nel nostro bel paese, che tutti i giorni perde bellissimi tasselli del suo meraviglioso puzzle, per eventi causati dal dissesto idrogeologico, spesso purtroppo con vittime e arrecando ogni tipo di disagio alle normali attività quotidiane, si esclude il Geologo dalle attività di prevenzione che gli enti locali sono chiamati a mettere in atto. E’ uno scandalo!
Veniamo chiamati quando tutto è già successo e si deve rimediare. Oltre ad essere mortificante dal punto di vista professionale ci fa anche sentire in colpa per quello che si poteva fare e che non è stato fatto, ogni volta, troppe volte!
Com’è possibile tutto ciò? Continuiamo ogni volta a sentire la solita storia dopo ogni evento: è necessario fare prevenzione, costa molto meno che gestire le emergenze. E poi, quando si deve passare dalle parole ai fatti con l’opportunità di porre rimedio ci dimentichiamo. Incredibile!
Geologo Concetta Buonocore




