Vico Equense, tenta il gesto estremo sul ponte di Seiano: salvato da un amico
Vico Equense. Momenti di grande paura questa mattina sul ponte di Seiano dove un uomo ha tentato di compiere un gesto estremo. L’episodio si è verificato intorno alle 10 e si è concluso fortunatamente senza conseguenze grazie al tempestivo intervento di alcune persone presenti sul posto.
Decisivo è stato l’intervento di un conoscente dell’uomo, Andrea, che si è accorto della situazione e ha cercato immediatamente di fermarlo. Un intervento istintivo e coraggioso al quale si sono aggiunte altre due persone riuscendo insieme a riportare l’uomo in condizioni di sicurezza.
A raccontare quei drammatici momenti è lo stesso Andrea che ha voluto condividere la propria testimonianza non per rivendicare un gesto di eroismo, ma per riportare l’attenzione su una questione che da tempo riguarda il ponte di Seiano.
«Questa mattina un mio caro amico ha tentato di fare un gesto estremo sul ponte di Seiano – racconta Andrea – Il caso ha voluto che io mi trovassi lì. In un primo momento non avevo nemmeno riconosciuto il mio amico, che si trovava già in una situazione di grave pericolo. Sono riuscito a raggiungerlo e ad abbracciarlo da dietro, mentre altre due persone lo tenevano per i fianchi. Insieme siamo riusciti a metterlo in sicurezza».
Una vicenda che, per fortuna, ha avuto un esito positivo ma che riaccende inevitabilmente il dibattito sulle condizioni di sicurezza del ponte e sulla necessità di adottare misure preventive in un luogo che, nel corso degli anni, è stato teatro di altri episodi drammatici.
Ed è proprio questo l’aspetto che Andrea vuole sottolineare. Il suo racconto, infatti, non nasce dalla volontà di raccontarsi come protagonista ma dall’esigenza di richiamare l’attenzione delle istituzioni e degli enti competenti.
«Non scrivo tutto questo per eroismo – sottolinea – ma per chi è deputato alla sicurezza di quel ponte, che da anni è diventato purtroppo teatro di gesti estremi. Ci vuole tanto per metterlo in sicurezza? È vero che chi è determinato a compiere un gesto del genere può cercare altri luoghi o altri modi, ma questo non significa che il ponte non debba essere messo in sicurezza».
L’episodio di questa mattina riporta dunque in primo piano la questione della prevenzione. Barriere e sistemi di protezione adeguati, insieme a una maggiore attenzione ai luoghi considerati a rischio, possono rappresentare strumenti importanti per impedire che un momento di disperazione si trasformi in una tragedia.
Questa volta, grazie alla presenza fortuita di un amico e all’intervento di altre due persone, la storia ha avuto un epilogo diverso. Resta però l’interrogativo sulla sicurezza del ponte e sulla necessità di intervenire prima che possa verificarsi un’altra emergenza.
Un appello, quello di Andrea, che va oltre il singolo episodio e chiede alle istituzioni di non aspettare una nuova tragedia prima di affrontare concretamente il problema.
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